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Suicidio Crescentini, ascoltata barista

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Claudio Crescentini

Claudio Crescentini

Il capo della mobile Fabio Zampaglione

Il capo della mobile Fabio Zampaglione

Il pm Paola Conti

Il pm Paola Conti

E’ stata ascoltata nei giorni scorsi la titolare di un bar di Blera frequentato da Claudio Crescentini. 

L’uomo, direttore di poste a Blera, si è suicidato il 28 maggio scorso nel suo casale alla periferia di Vetralla.

Con la sua morte si intreccia l’ammanco scoperto nella filiale da lui diretta: 300mila euro spariti di punto in bianco dalle casse dell’ufficio postale.

Proprio su quel buco, Crescentini era stato chiamato a riferire il 30 maggio dagli ispettori antifrode. Ma a quella convocazione, il direttore non ha mai risposto. Si è ucciso prima, lasciando in un biglietto i nomi delle dieci persone che, direttamente o indirettamente, hanno avuto a che fare con la sparizione di quei soldi. 

Quale sia il collegamento tra quell’ammanco e la sua morte potranno dirlo solo le indagini del pm Paola Conti e della squadra mobile di Fabio Zampaglione, che sul caso lavorano instancabilmente.

Negli uffici della Questura di viale Romiti è comparsa, giorni fa, una donna che gestisce un bar a Blera. La signora conosceva bene Crescentini: il direttore delle poste andava spesso nel suo locale a giocare ai videopoker.

La donna è stata ascoltata come persona informata sui fatti. Non ci sono inquisiti e non c’è ipotesi di reato. Anche se le opzioni più probabili in un futuro prossimo restano istigazione al suicidio e usura. Con, sullo sfondo, la passione di Crescentini per il gioco, confermata dalla barista al suo colloquio con i poliziotti. 

La donna avrebbe anche detto di aver ereditato una somma importante dalla zia, custodita in un conto corrente postale all’ufficio di Blera. Più volte la signora si sarebbe lamentata con Crescentini per avere quella somma. Ma i soldi non c’erano più. Il sospetto è che possano essere confluiti nel buco da 300mila euro scoperchiato dagli inquirenti e spezzettato in parti uguali tra le persone indicate nell’ultimo messaggio di Crescentini.

Ma le ipotesi sono ancora tante. Debiti di gioco. Usura, soprattutto. Crescentini taglieggiato dagli strozzini. O, forse, potrebbe aver fatto da garante a una terza persona usurata, che non è lui.

Gli investigatori, intanto, aspettano i tabulati telefonici per avere un’idea più precisa su Crescentini e sui suoi ultimi contatti. I tempi, ormai, si accorciano: tra pochi giorni saranno sulla scrivania del pm Paola Conti che, a quel punto, potrebbe anche decidere di dare una svolta all’inchiesta.

 

 


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