– Tomba di papa Alessandro IV, arrivano i primi risultati.
Il progetto internazionale di ricerca sulla tomba di papa Alessandro IV (1199-1261) a Viterbo sta dando i primi frutti.
Sotto il palazzo dei papi, infatti, sono state scoperte in seguito a un’indagine geofisica una serie di cripte, tombe e cunicoli che potrebbero svelare la sepoltura del pontefice.
Due cripte sono state localizzate al centro di piazza San Lorenzo che, secondo il curatore del progetto, l’archeologo spagnolo Alberto Pichardo “potrebbero essere proprio di papa Alessandro IV e di suo nipote, anche lui secondo i documenti seppellito lì sotto. Ma tutto rischia di bloccarsi per mancanza di investimenti”.
Quando Papa Alessandro IV mori’, per impedire che le sue spoglie fossero depredate la sepoltura fu nascosta. Adesso a portare avanti il monitoraggio del sottosuolo è un gruppo di circa 90 persone. “Stiamo studiando 80 bolle papali – spiega Pichardo – e 800 pergamene. Il primo documento è una bolla di papa Urbano IV che risale a tre mesi dopo la morte di Alessandro IV secondo la quale è sepolto sotto il duomo con grandi onori”.
“Un’altra prova – aggiunge il ricercatore – è riportata in un libro dei vescovi del 1500, secondo il quale il pontefice è seppellito in San Lorenzo, sotto l’abside sinistro sotto le reliquie e l’olio santo. L’ultimo a cercare la tomba, secondo i documenti, è stato un camerlengo ben 114 anni fa. Da allora non è stato effettuato più alcuno scavo!.
Alessandro IV ha un’importanza fondamentale per la storia di Viterbo. Proprio lui infatti decise di trasferire qui la curia pontificia da Roma nel 1257 e in quell’occasione fu costruito il palazzo dei papi. Da qui, nei secoli, si è affermato l’appellativo di città dei papi.
Ed è sempre grazie a lui che si è sviluppato il culto di santa Rosa. La santa infatti apparve più volte in sogno, chiedendo che il suo corpo fosse traslato dalla chiesa di santa Maria in Poggio alla basilica che oggi porta il suo nome.
La geofisica ha permesso di ottenere grandi risultati. “Al centro della piazza abbiamo individuato una cripta con due bare: pensiamo possano essere proprio quelle che cerchiamo. Ci si arriva tramite un cunicolo che parte da sotto la cattedrale – dice Pichardo -. Ma qui sotto sappiamo per certo che è seppellita anche Letizia Bonaparte, nipote di Napoleone. Abbiamo scoperto anche il muro di un tempio etrusco romano. Ma qui sotto è’ pieno di cripte e tombe inesplorate”.
Il tutto è stato fatto grazie a scariche elettriche, onde sismiche e sonore, gravità degli elementi, onde radar, misurazione del magnetismo: sono alcune delle 18 tecniche con cui si sta sondando il terreno dentro e fuori il duomo e il palazzo papale. Con Pichardo stanno collaborando l’Università della Tuscia, la Sapienza di Roma, gli atenei di Palermo, Pisa, San Marino e Genova. Dalla Spagna quelli di Granada e Salamanca, dagli Usa quello di New York.
Pichardo ha libero accesso in tutti i luoghi della curia e per le sue ricerche si è spinto fin dentro gli archivi segreti del Vaticano. Ha l’appoggio del vescovo di Viterbo e di quello di Siviglia. E ora i risultati iniziano a vedersi. Col rischio però di lasciare tutto a metà. ”Vorremmo prima fare dei fori e mandare in esplorazione telecamere e piccoli robot, ma non riusciamo a trovare i fondi – conclude Pichardo – per iniziare gli scavi. Si parla di circa 100 mila euro, onere neanche troppo pesante per ritrovare il papa che ha scritto la storia di Viterbo”.
