Riceviamo e pubblichiamo – Quarantatremila cooperative e 12 milioni di soci.
È l’alleanza delle Cooperative Italiane, cui hanno dato vita Agci, Confcooperative e Legacoop, che ieri si è data appuntamento all’Auditorium della conciliazione di Roma dove si è svolta l’assemblea nazionale per parlare della rivoluzione che il mondo della cooperazione ha attuato nell’economia dello Stato italiano e di quella che intende realizzare in futuro.
Assieme a loro, anche una folta delegazione di Confcooperative Viterbo guidata dalla Presidente Bruna Rossetti. “Lavoro, futuro, Italia ripartiamo insieme”, questo lo slogan accompagnato in apertura dai messaggi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente del consiglio dei ministri Enrico Letta, del cinistro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo e di papa Francesco che già domenica, durante l’Angelus, aveva parlato dell’esperienza delle cooperative come determinante possibilità di ripresa.
“Un saluto – dichiara la presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti – dove il Pontefice ha ribadito la grande importanza dell’Unione di persone e imprese che hanno un orizzonte e un obiettivo comune da perseguire. Orizzonti e obiettivi con al centro sempre e solo la persona, con le sue speranze e i suoi progetti da condividere. Per una crescita e uno sviluppo in sinergia con il territorio in cui vivono e lavorano.
I principi dei valori cooperativi – aggiunge la Rossetti – sono la guida per uscire dalla crisi. E per uscire occorre aggregare, non dividere e isolarsi come pensa qualcuno. Una strategia e al tempo stesso una prospettiva vincenti. E lo dimostra il fatto che, tra il 2008 e il 2011, nel mondo della cooperazione l’occupazione è cresciuta dell’8% a fronte del -1,2% registrato a livello nazionale in tutti gli altri settori. La fase peggiore è tuttavia ora. Ora che anche la cooperazione si è fermata.
La cosa che ci preoccupa è il credito. Oggi – spiega la Rossetti – si muore di cassa. Oggi le società chiudono per assenza di liquidità. Ed è fondamentale che il Governo faccia la sua parte, attivando strumenti come i Consorzi Fidi, come quello promosso dalla stessa AciI, frutto dell’Unione dei Confidi nazionali”.
Le altre aree di intervento individuate dall’Alleanza delle Cooperative Italiane, sono le cooperative tra i medici, la Green economy e le cooperative di professionisti. Quest’ultime, “inspiegabilmente ostacolate dagli ordini. Dobbiamo superare le paure – sottolinea la Presidente di Confcooperative Viterbo – e collaborare con lealtà confrontandoci così come è avvenuto con il sindacato dei medici di base e le cooperative di comunità. Noi siamo pronti, ma servono politiche e scelte di lungo periodo come è stato fatto per il contratto metalmeccanici cooperativi firmato con Cgil, Cisl e Uil”.
Altro tasto dolente, i pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Pagamenti che arrivano troppo tardi. “Una volta falliva chi aveva debiti – evidenzia la Rossetti – oggi fallisce chi ha crediti. Vogliamo infine cancellare le false cooperative – conclude la presidente di Confcooperative Viterbo – e per questo serve una norma che regolamenti le cooperative fantasma e che il ministero dello sviluppo economico vigili ed effettui le revisioni sulle cooperative non aderenti”.
Confcooperative Viterbo

