– Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti a Viterbo per la seconda volta; ne dà il felice annuncio il candidato sindaco Michelini che avrà il piacere di accompagnare l’illustre personaggio nei luoghi simbolo di Viterbo.
In veste di consigliere comunale, qualche settimana fa, avevo scritto allo stesso Zingaretti per esporre il grave stato di emergenza della Sanità viterbese, partendo dalla tristissima vicenda dell’annullamento dell’avviso pubblico per 16 posti di infermiere da collocare nel carcere di Mammagialla, provvedimento, questo, che ha soffocato la speranza ed il futuro agli oltre 500 operatori che si erano candidati per un evento tanto raro, quanto necessario, in primis per garantire un’assistenza decente ai reclusi e, in secondo luogo, anche per alleviare il grado di disoccupazione giovanile che, a Viterbo città, ha raggiunto livelli a dir poco impressionanti.
Il mio appello a Zingaretti, veniva oltremodo corredato da altri drammatici particolari, come la famigerata ed interminabile lista di privazioni e riduzioni di servizi e assistenza in tutte le strutture sanitarie, sia pubbliche che private accreditate, come i posti letto nelle degenze che non bastano mai, come il vitto servito ai malati, precotto dalle cucine di Pomezia, come le interminabili liste d’attesa sulle prestazioni specialistiche e la persistente carenza di infermieri e di altre figure professionali.
Nella lettera al presidente della regione Lazio, non potevo non rimarcare il grido di disperazione di centinaia di lavoratori, dipendenti della Casa di Cura Villa Rosa, di Villa Buon Respiro, della Nuova Santa Teresa, che si protrae da diversi mesi e sta buttando sul lastrico centinaia di famiglie viterbesi.
Insomma, un penoso quadro sanitario che avrebbe meritato ben altra attenzione, ben altra priorità ma, evidentemente, il presidente Zingaretti, sorvolando su tale emergenza, preferisce fare una bella visita di piacere in compagnia di un candidato sindaco, guarda caso della sua stessa compagine politica, per ricevere applausi e consensi negli ambienti che rappresentano, come dice Michelini, il “….motore economico della città”.
Se, invece, caro presidente, avesse accettato il nostro invito, accompagnato dal candidato sindaco di FondAzione, non Le sarebbe sfuggito il disfacimento del più importante servizio che si deve garantire alla società e, cioè, il servizio sanitario, la salute pubblica, le sacrosante esigenze di chi soffre e i diritti degli operatori che continuano ad assicurare l’assistenza anche senza ricevere lo stipendio e con il rischio concreto di licenziamento.
Magari, dopo questa convulsa “campagna elettorale” che, in veste di presidente di tutti i cittadini del Lazio, l’ha vissuta con imprudente partigianeria, venga a fare visita anche a noi, non per firmare un fantomatico “Patto per Viterbo”, ma per avviare un’efficace rianimazione della sanità viterbese che sta agonizzando sotto i colpi di una politica insensibile e “romano centrica”.
Roberto Talotta, consigliere comunale uscente
