– Botte e offese continue alla moglie e alla figlia di 14 anni. Ma la parola delle due donne non è bastata.
Un operaio romeno 35enne è stato assolto dal reato di maltrattamenti in famiglia.
Ieri mattina la sentenza del tribunale di Viterbo: il giudice Eugenio Turco lo ha scagionato dalle accuse. Unico elemento a suo carico, i racconti di madre e figlia, costellati, tra l’altro di contraddizioni e ripensamenti, come ha sottolineato l’avvocato Luca Nisi nella sua arringa.
Gli episodi si riducono a due il che, come spiegato dalla difesa, non basta per configurare il reato di maltrattamenti in famiglia, che presuppone una frequenza assidua di aggressioni fisiche e verbali.
La moglie, peraltro, avrebbe prima dichiarato che il marito le rendeva la vita impossibile, costringendola a dormire in macchina con la figlia di 14 anni per evitare di essere picchiata. Poi ha invitato la ragazzina a ritrattare e a definire gli episodi denunciati come non veritieri e frutto di esagerazioni.
Un quadro di totale incertezza che ha spinto il tribunale a pronunciarsi in favore dell’operaio.
