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“Addio alla farmacia comunale”

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Riceviamo e pubblichiamo – Quando vedi i beni comuni come l’occasione, ghiottissima, per far quadrare bilanci a dir poco problematici, appare chiaro anche che non hai la benchè minima idea di come programmare a lungo termine la vita economica, sociale e soprattutto amministrativa del tuo comune.

La farmacia è uno degli ultimi baluardi che rimangono in piedi in seguito ad una accurata opera di depauperamento del territorio durata vent’anni e più. Un destino, quello dell’agognata farmacia, che appariva chiaro fin dai primi istanti di vita di questa ennesima amministrazione Aquilani, quando, dopo la richiesta di consiglio straordinario sull’argomento da parte dei consiglieri d’opposizione, si venne a conoscenza di un clamoroso buco di bilancio nella partecipata Sanitas Srl (che gestisce la farmacia), fino ad allora sottaciuto dal sindaco. Un disegno che oggi si materializza nell’impossibilità di mandare avanti l’esercizio, così come nell’impossibilità di vendere il servizio alle cifre paventate e messe a bilancio.

Ma la lista è lunga e dolorosa, e compete, purtroppo, allo stesso modello amministrativo che ci ha accomapagnato per un paio di decadi. L’ospedale, l’ufficio di collocamento, buona parte dei servizi Asl con quelli rimanenti che stanno già con le valige in mano, il punto Enel, uffici vari. Così come strade chiuse perchè a rischio crolli, altre aperte ma percorribili solo con mezzi consoni alla Paris-Dakar, scuole chiuse perchè inagibili e non a norma, altre aperte ma in tabacchifici ed altri luoghi a dir poco improbabili (ma neanche tanto poi…), per non parlare della non-gestione dei rifiuti che continua a mantenere le millantate isole sparse per il territorio nella modalità “discarica a cielo aperto”.

Non va infine dimenticata la miriade di negozi che continuano a chiudere schiacciati da un modello di sviluppo pressante focalizzato sulla grande distribuzione e sul quale non vige regolamentazione alcuna. Tutto quanto palese rappresentazione di un modello politico-amministrativo che non sta più in piedi (semmai lo sia stato), che perde di vista elementi di socialità per sparare alto con progetti faraonici e irrealizzabili, che non vede oltre i confini comunali, che non prende in considerazione le opportunità che vengono dal di fuori e per il cui utilizzo è necessaria una visione altamente programmatica, che non vede in prospettiva ma soltanto al momento agendo come una sorta di tappabuchi amministrativo che prima o poi le toppe le finirà. Insomma un fallimento dopo l’altro che ci impoverisce e ci allontana da qualsiasi modello virtuoso e sostenibile. Una gestione che non gestisce più e che sta svendendo il nostro territorio al peggior offerente.

Sinistra Ecologia e Libertà Vetralla
Circolo “Renzo Gasperini”

 


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