Riceviamo e pubblichiamo – Una domenica di giugno, la prima domenica di sole sospirata, dopo tanti fine settimana passati con la pioggia, dove Viterbo già alle prime ore della mattina si svuota per andare al mare, dove si pensa che in città non c’è più nessuno che ti può aiutare se ti può servire qualsiasi aiuto, invece per me non è stato così.
Ci sono delle persone e dei sistemi che lavorano a pieno regime per aiutarti e servirti in qualsiasi momento. E’ quello che è successo a me…
In quello che mi sembrava un semplice bruciore di petto, di lì a poco si è trasformato in un “sonno profondo”, dove poi ho saputo al mio risveglio che sul mio corpo molti “angeli” hanno fatto il miracolo.
Grazie a quegli angeli dell’ equipaggio dell’automedica e del 118 che, intervenendo, hanno creduto per 40 minuti, fino in fondo, a quello che facevano e a non farmi partire per quel “viaggio”…
Grazie a quegli angeli del pronto soccorso di Belcolle che mi hanno trattenuto e mi hanno convinto a non “partire”…
Grazie a quegli angeli della rianimazione che dopo 12 ore di “riposo” mi hanno risvegliato senza farmi accorgere di quel “viaggio mancato”.
Grazie a quegli angeli di cardiologia che anche quando pensi che ti è caduto tutto adosso, il cuore batte, ed è la base del continuare nel cammino della vita.
Grazie a tutti coloro che mi hanno prestato cure e esami e che mi hanno fatto capire ancora di più il significato di quei tre codici di colore attribuiti, quando un malato arriva al pronto soccorso, e al valore che ha una sirena del 118 che passa a un incrocio con il semaforo rosso.
Grazie a voi angeli chiamati medici infermieri e tecnici, perché anche attraverso voi avvengono i miracoli…
Stefania Rigato
