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Asilo, convenzione negata per soli due giorni

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Il nido Le piccole canaglie

Il nido Le piccole canaglie

Il nido Le piccole canaglie

Il nido Le piccole canaglie

Il nido Le piccole canaglie

Il nido Le piccole canaglie

– Hanno festeggiato il loro secondo compleanno il 9 giugno, ma il regalo che è arrivato dal comune, per quanto atteso, è stato poco gradito.

Per due giorni, l’asilo nido Le piccole canaglie è stato escluso dal bando con il quale l’amministrazione comunale si convenziona, assegnando ai partecipanti posti.

Non alle Piccole Canaglie, la cui sopravvivenza adesso è a rischio.

Eppure la struttura è tenuta come un gioiellino, c’è un enorme spazio all’aperto, i genitori che la visitano rimangono colpiti. Poco importa.

Il bando scadeva il 7 e in quella data i parametri richiesti non erano soddisfatti. Ineccepibile.

Le date non sono opinioni, ma ineccepibile è pure la domanda che sorge spontanea: come mai è stato inserito il limite dei due anni su un bando che ne dura tre? Chi è escluso rimane fuori per un bel pezzo.

“Non c’era mai stato prima – spiega Veronica Narduzzi, una delle tre socie del nido – e non capiamo come mai sia stato inserito. Certamente non la possono mettere sotto il profilo dell’esperienza. Se il nido è idoneo, lo è e basta.

Ospitiamo bambini da tre mesi a tre anni, affidati a personale qualificato che conosce il proprio mestiere. Dal primo giorno.

Non cambia nulla dopo tre o dieci anni. Non siamo una pasticceria dove magari dopo due anni sai fare torte più buone, qui abbiamo a che fare con bambini e partiamo già al livello necessario per questo ruolo.

Il fatto che chiedano esperienza quindi non ha senso, anche perché è lo stesso comune a rilasciare il permesso e quindi ritiene idonee le strutture cui da l’ok”.

Per Veronica e le sue socie, un bello smacco. “Abbiamo preso in affitto la struttura, l’abbiamo rimessa a posto, c’è un ampio spazio esterno che in pochi hanno, abbiamo tutti i requisiti e facciamo di tutto per rendere l’ambiente piacevole e confortevole. I genitori che vengono ci fanno i complimenti. Poi però succedono certe cose che francamente ti fanno rimanere male.

Da quando abbiamo aperto, abbiamo la netta sensazione che ci mettano i bastoni tra le ruote in tutti i modi”.

La domanda per aprire è stata presentata il 15 aprile 2011. “Avevamo l’asilo arredato, tutto a posto, in ordine, pure il consenso della Asl. Mancava solo la firma del funzionario in comune. Hanno tempo sessanta giorni per completare la prativa e la nostra sulla scrivania c’è rimasta cinquantasette giorni giorni.

Ogni settimana andavamo a chiedere, volevamo aprire e c’era sempre una ragione perché non firmavano il permesso, avevano altri impegni, altro da fare.

Alla fine la firma è arrivata, subito dopo che erano stati assegnati i posti per i bambini”.

Quindi sono andate avanti fino al bando successivo, ma hanno scoperto che con tutta probabilità sarebbero state escluse.

“Abbiamo comunque presentato domanda. Se si usa questo criterio, tutte le strutture nuove saranno sempre tagliate fuori”.

Adesso l’asilo Le piccole canaglie è fuori dai giochi.

“La convenzione dura tre anni, e non è che il prossimo possiamo partecipare. Siamo qui da due, ora c’è un momento di crisi ed i genitori, se non riescono a mandare i figli in un nido convenzionato, preferiscono farli tenere ai nonni.

Con la convenzione comunale avremmo avuto un numero garantito di bambini per poter andare avanti, con un po’ d’iscrizioni private e un po’ comunali. Come del resto tutti gli asili.

Senza la convenzione con il comune, nessun asilo riesce a sopravvivere. Sono già due anni che andiamo avanti con pochi bambini, anche se la soddisfazione dei genitori ci ripaga di tanti sacrifici, ma quest’anno contavamo nella convenzione.

Avevamo chiesto dieci posti, forse ne avremmo avuti quattro o cinque. Non toglievamo molto agli altri nidi”.

Giuseppe Ferlicca

 

 

 


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