![]() |
– Caricato in macchina, pestato a sangue e scaraventato fuori dall’abitacolo.
E’ quanto sarebbe stato costretto a subire I.M., operaio romeno di 38 anni. Di quell’aggressione nell’estate del 2009, a Vejano, devono rispondere tre suoi connazionali: O.V., all’epoca 19enne, B.R., 62enne e V.I.A., 40enne. La procura di Viterbo li accusa di tentata estorsione, lesioni e sequestro di persona.
Due avevano ospitato l’operaio nel loro appartamento a Manziana per qualche tempo. Una convivenza che, per il 38enne, si sarebbe rivelata tutt’altro che un affare: i suoi connazionali lo avrebbero obbligato a sostenere tutte le spese, dall’affitto alle bollette. E quando l’operaio se n’è andato, gli altri due avrebbero reagito male al punto da “assoldare” due loro conoscenti per dargli una lezione.
Stando alle indagini, nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2009 il 38enne sarebbe stato trascinato in una macchina. Da qui l’ipotesi di sequestro di persona. I quattro lo avrebbero lasciato andare solo dopo averlo picchiato selvaggiamente. Fu una passante ad allertare i carabinieri.
“Quando lo abbiamo trovato era confuso e pieno di sangue – ha spiegato alla scorsa udienza l’ex comandante dei militari di Vejano Luigi Grella -. Aveva il volto tumefatto ed era a torso nudo. La sua maglietta, anche quella insanguinata, l’abbiamo trovata in casa di uno dei quattro”.
Per il gruppo scattò l’arresto. Il processo è agli sgoccioli: mancano solo altri tre testimoni, compresa la vittima, della quale si è persa ogni traccia. A ottobre la prossima udienza.
