Riceviamo e pubblichiamo – Ancora una volta le brillanti menti dei nostri rappresentanti politici hanno uno sprazzo di inventiva, peccato che sia una inventiva dannosa.
Pensare di cedere quote di Eni, Enel e Finmeccanica per ripianare il debito è una strategia suicida.
Vendere (anzi svender ) i gioielli di famiglia piuttosto che ridurre gli sprechi è una di quelle scorciatoie che ci porta nello strapiombo.
La spesa pubblica è pari a circa 800 miliardi l’anno: possibile che il governo non sia capace di ridurla del 2-3% ? Noi siamo disponibili a dare suggerimenti.
Anche se non pensiamo di avere bacchette magiche o soluzioni meravigliose, ci permettiamo di proporre che, ad esempio, invece di trasferire quote di società, che poi rischiano di sparire, si vendano immobili di proprietà pubblica, si accorpino le municipalizzate e i comuni, si cancellino sperperi e privilegi.
Così si potrebbero trovare le risorse sia per aggredire il debito sia per cominciare a ridurre le tasse sul lavoro.
Ma a un Governo che pensa solo a galleggiare, forse, è chiedere troppo.
Franco Palumbo
segretario territoriale Uilp