Riceviamo e pubblichiamo – La drammaticità che stanno vivendo i lavoratori in cassa integrazione o mobilità, in deroga, che investe tutti i settori lavorativi, o coloro senza più niente, né ammortizzatori sociali né pensione, oltre duemila in provincia di Viterbo, ormai sembra diventata una “non notizia”.
Spero che non lo sia per i molti responsabili istituzionali e politici, soprattutto quelli eletti alle ultime elezioni chiamati a governare.
Dobbiamo dare atto alla Regione Lazio che con apposito protocollo, ha prorogato la Cigs in deroga alla fine di settembre, ma con altrettanta franchezza dobbiamo dire, che non sta affrontando il problema di come accelerare la parte burocratica relativa ai pagamenti, ossia, velocizzare la lavorazione delle determine che devono poi essere trasferite all’Inps per il pagamento.
Registriamo ritardi dai quattro ai sette mesi, ci risulta che il motivo principale sia la carenza di personale.
Poi l’Inps, l’istituto che dovrebbe materialmente predisporre i pagamenti, ci risulta che non riesce a smaltire il carico di lavoro, anch’esso per mancanza di personale.
Inoltre c’è l’aggravante che neanche l’accordo firmato con la Provincia, l’Abi e le parti sociali per l’anticipazione sociale, ha avuto buon esito, visto che gli istituti di credito non hanno aderito, al di fuori di due banche, ma comunque a condizioni per i lavoratori, non favorevoli.
La domanda a chi gestisce i luoghi istituzionali preposti è semplicemente: secondo loro come queste persone, queste famiglie dovrebbero sopravvivere?
Perciò chiediamo alla Regione Lazio, di rivedere l’organizzazione di questo settore, e provvedere al potenziamento con personale che possa velocizzare le procedure, se di questo si tratta, o comunque dare precedenza assoluta al sostegno economico previsto attraverso la Cigs o mobilità in deroga.
I lavoratori sono allo stremo, non ce la fanno più a sopportare questa situazione di povertà, di umiliazione, e di incertezza più che del futuro, del giorno dopo.
Miranda Perinelli
Il segretario generale della Cgil di Viterbo
