Riceviamo e pubblichiamo - La castanicoltura attraversa da anni una crisi profonda e il contesto nazionale, come sappiamo, non aiuta.
Ciononostante, però, il settore non può essere lasciato solo e i castanicoltori devono poter accedere a forme di sostegno al reddito anche perché, è utile ricordarlo, rappresentano un presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico: sono delle vere e proprie sentinelle dell’ambiente e il loro ruolo verrebbe meno se fossero costretti per mancanza di reddito ad abbandonare i terreni.
Risolvere i problemi della castanicoltura significa, in buona sostanza, affrontare un tema ambientale e un tema economico, senza tralasciare tutto laspetto legato alla promozione del territorio.
Giunti a tale punto, è necessario e non più rinviabile un coordinamento unico e una cabina di regia che permetta agli operatori, a vario titolo coinvolti, di avere indicazioni e strategie comuni, di percorre ununica direzione. Servono indicazioni precise su ciò che bisogna fare visto che i temi da affrontare sono molteplici e si possono risolvere solo insieme.
Sul cinipide: l’unica strada percorribile è quella della lotta biologica, non ci sono alternative.
Enrico Panunzi
Presidente Sesta commissione consiliare Regione Lazio
