Riceviamo e pubblichiamo – Sui temi dell’agricoltura, particolarmente delicati per il Lazio e, nello specifico, per il Viterbese, leggo molte dichiarazioni, anche da parte di chi riveste ruoli istituzionali, confuse, fuorvianti e frammentarie.
In particolare, con riferimento all’annosa problematica del cinipide galligeno del castagno, ricevendo numerose sollecitazioni di approfondimento da parte dei castanicoltori della Tuscia, ritengo sia opportuno e doveroso fare un po’ di chiarezza.
Sin dal 2007, infatti, è noto che la lotta chimica contro il cinipide è sostanzialmente inutile ed è da tale risultato, ottenuto con finanziamenti regionali, che l’attenzione del settore della ricerca di concerto con le precedenti amministrazioni regionali è stata rivolta al controllo naturale.
La stessa università della Tuscia, durante i numerosi incontri svolti alla presenza degli amministratori locali e delle associazioni di castanicoltori, aveva già da allora comunicato che il controllo del cinipide si sarebbe ottenuto solo con il controllo biologico e in un minimo di dieci anni.
Infatti, già dal 2007 i ricercatori laziali per mezzo dei finanziamenti della Regione Lazio e dell’università stessa avevano comunicato l’avvio del controllo naturale svolto dagli insetti utili italiani già presenti nei castagneti dei monti Cimini. Ho a tal proposito già avanzato al team di ricerca dell’università della Tuscia l’esigenza di un confronto ravvicinato per approfondire le risultanze e le problematiche incontrate in questi primi anni di sperimentazione.
Dal confuso pallottoliere di cifre raccontate in questi giorni emerge che, per quanto abbia riscontrato e verificato, il settore entomologico dell’università della Tuscia ha ottenuto dal 2007 tre convenzioni quadro con diverse tematiche tecniche e di ricerca. Per il solo cinipide galligeno del castagno sono stati finanziati dalla Regione Lazio circa 265mila euro di cui, effettivamente erogato, circa il 25%.
Per quanto invece attiene il centro di moltiplicazione del torymus sinensis di Caprarola è stato confermato l’insediamento e sarà valutato l’incremento di produzione di torymus per prevederne una sua distribuzione sul territorio.
Prendo spunto da questo comunicato, per ringraziare fortemente le associazioni di castanicoltori che si sono fatte promotrici di molte delle attività avviate dalle diverse amministrazioni locali e regionali e l’università degli Studi della Tuscia per gli ottimi risultati ottenuti con le ricerche finanziate dalla Regione Lazio.
Daniele Sabatini
Consigliere regionale Pdl e membro della commissione Agricoltura
