Riceviamo e pubblichiamo – Non capita tutti i giorni di vedere dei ragazzi sulla sedia a rotelle che danzano a ritmo di musica, ma è proprio quello che è successo ieri sera in piazza San Lorenzo a Viterbo.
Un gruppo di ragazzi formato da alcuni giovani della provincia ha inscenato un ‘flash mob’ durante il quale svariate persone si sono mosse a tempo di musica per poi fermarsi improvvisamente quando hanno incontrato un ostacolo nel loro cammino, ovvero una barriera architettonica.
Quella delle barriere architettoniche è una delle problematiche che ci siamo riproposti di affrontare sono anni che mi batto per far capire alla gente e alle istituzioni questo semplice concetto fondamentale: mentre la disabilità è un fatto personale, l’handicap viene creato dagli altri.
Viene creato dalle barriere architettoniche in primo luogo, ma poi anche dalle persone che non capiscono che queste sedie a rotelle non ci definiscono, non sono la cosa più importante o più interessante che si possa dire o pensare su di noi. I disabili sono persone con una vita normale, laureati, lavoratori, sportivi, con una normale vita sociale, sentimentale e sessuale. Tutte cose a cui molte persone non pensano quando vedono una persona sulla carrozzella. Purtroppo molte persone continuano a vedere solo la disabilità.
Grazie all’appoggio dell’Unione Europea e del programma “Youth in Action” abbiamo creato questo gruppo informale e lo abbiamo chiamato ‘Disability in Action!’ per esplorare tematiche diverse che riguardano la vita delle persone disabili.
Ad esempio abbiamo creato e divulgato un questionario per cercare di capire come sia la qualità della vita per una persona disabile negli altri paesi europei. Che livello di istruzione si raggiunge mediamente? Esistono giochi per bambini disabili nei parchi pubblici? Sono queste il tipo di domande che poniamo. Desideriamo portare avanti un progetto di conoscenza e consapevolezza delle difficoltà incontrate dai disabili nella loro vita di tutti i giorni”.
Il progetto, realizzato con il sostegno economico della commissione europea tramite l’Agenzia nazionale per i giovani, mette a confronto le condizioni di vita dei giovani disabili qui in Italia e in altri paesi europei ed è organizzato secondo i principi dettati dalla Commissione europea sul coinvolgimento attivo dei giovani e le tecniche di apprendimento non formale: siamo noi ragazzi stessi che decidiamo tutto e gestiamo le varie attività, tra cui il Flash Mob di ieri sera in Piazza San Lorenzo e dei workshop di Fototerapia, di Fotografia Partecipativa e di Disability Exchange.
Abbiamo perfino creato da soli il logo del nostro progetto. Siamo un gruppo di ragazzi sotto i 30 anni, e non possediamo tutte le competenze necessarie: ci siamo quindi avvalsi dell’aiuto della fotografa Lietta Granato per alcuni workshop, dell’artista grafica Francesca Proietti e della coreografa Manuela Cannone.
Il lavoro l’abbiamo organizzato e poi svolto tutto noi, ma queste persone hanno tenuto dei workshop in cui abbiamo imparato come organizzare il lavoro. Le riunioni del gruppo si sono svolte presso la sede dell’associazione culturale Eureca in via del Teatro Nuovo 10.
Questo metodo di apprendimento non formale secondo me ha funzionato perfettamente permettendo a tutti di partecipare e contribuire al progetto. Credo che l’apprendimento non formale sia la via futuro.
Maria Laura De Luca

