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Detenuto si laurea a Mammagialla

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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla 

Riceviamo e pubblichiamo – Nella sala del teatro del carcere di Viterbo si è laureato E.C., un altro detenuto che ha scelto la strada della cultura per riscattare sé stesso.

Il neo dottore in Scienze della comunicazione ha discusso una tesi indubbiamente interessante sul Sistema penitenziario italiano, senza indugiare sulle sterili doglianze dovute ai noti problemi strutturali ma approfondendo costruttivamente invece le dinamiche di un sistema denso di contraddizioni.

Erano presenti i familiari, i volontari delle varie associazioni che operano all’interno del carcere, educatori e psicologi dell’Istituto e il cappellano che è stato sempre molto vicino a questo ragazzo. Tutti hanno assistito con vero interesse alla discussione della tesi tra il candidato e la commissione d’esame composta da cinque professori, i quali sono intervenuti con la toga tradizionale per aggiungere valore a un momento di grande importanza nel contesto penitenziario.

Lo studio, infatti, rappresenta un percorso privilegiato per il riscatto della dignità dell’uomo e costituisce sicuramente una delle migliori opportunità per il reinserimento sociale previsto dalla nostra Costituzione: tutti i presenti possono testimoniare di aver assistito ad un esempio autentico di ricomposizione di quel conflitto sociale che si genera normalmente tra reo e società, a testimonianza del fatto che cambiare si può.

Al termine della discussione, il preside della commissione d’esame, constatato anche il curriculum accademico del candidato, ha declamato la formula di rito conferendo la laurea con 108/110 .

I volontari del Gavac (gruppo assistenti volontari) tra le varie attività che ogni anno portano avanti, seguono al momento una quindicina di studenti universitari iscritti a varie facoltà e in diversi atenei della regione, svolgendo una intensa attività di tutoraggio; sostenere questi ragazzi non significa indulgere verso coloro che hanno un discutibile passato ma accompagnare chi vuole riprogettare un degno futuro.

Per raggiungere questi obiettivi dentro un penitenziario è necessario poter contare su una Direzione attenta e disponibile e soprattutto convinta che lavorare in questa direzione, pur se tra tante difficoltà organizzative (orari, lezioni, aule di studio, ecc.), significa restituire alla società persone rinnovate che potranno forse scegliere una nuova cultura in alternativa alla cultura della devianza; grazie alla direzione e all’area trattamentale infatti, il numero degli studenti negli ultimi tempi aumenta a ritmi geometrici a testimonianza di un impegno monitorabile ed efficace.

Volontari e operatori del carcere di Viterbo pertanto, sono tutti convinti che l’interesse per lo studio possa riscattare l’uomo di buona volontà e renderlo davvero libero per sempre.

Al termine della sessione, tutti i presenti hanno potuto partecipare ad un ricco buffet offerto dalla famiglia e che si è potuto svolgere solo grazie all’assistenza amichevole degli agenti di polizia penitenziaria.

I volontari del Gavac
Gruppo assistenti volontari

 


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