Riceviamo e pubblichiamo – Dopo oltre tre ore di discussione, più volte stigmatizzata come melina dai membri dell’opposizione, il consiglio regionale del Lazio ha bocciato, con 27 voti contrari, 12 favorevoli e 2 astenuti la mozione presentata dai consiglieri del movimento cinque stelle Porrello e Blasi.
La mozione, giudicata da Gramazio (Pdl) come di primaria importanza è stata discussa in presenza dell’assessore Civita e chiedeva all’aula di esprimersi sull’impegno al non utilizzo del Css e Cdr negli impianti industriali quali cementifici e centrali termoelettriche.
La stessa mozione aveva causato l’interruzione della seduta della scorsa settimana a fronte di una impreparazione dei consiglieri delle altre forze politiche sulla materia, nonostante la stessa fosse stata depositata più di due mesi fa.
Valentina Corrado, rispondendo alle accuse della maggioranza ha affermato che non c’era confusione in questa mozione che presentava obiettivi chiari e richiamava un’unità di intenti per gli interessi collettivi ricordando il fermo diniego a portarla in commissione, avendo già visto mozioni entrare in commissione e uscirne totalmente stravolte.
Silvana Denicolò ha ricordato che se siamo qui riuniti a parlare di questo è perché fino ad adesso non si è fatto nulla aggiungendo che la raccolta differenziata destinata al riciclo rimane una priorità mentre Gianluca Perilli, dopo aver contestato alcune accuse mosse dai banchi della maggioranza, ha affermato che la salute dei cittadini non può aspettare, come ha detto il consigliere Patanè “un domani” il raggiungimento della soglia della raccolta differenziata.
Gaia Pernarella ha risposto agli attacchi subiti dalla mozione Porrello-Blasi dichiarando ironicamente che non capisco la posizione della maggioranza, si presenta una proposta chiara e semplice ma cercano di stravolgerne il significato o di delegittimarla parlando di punti poco chiari.
Le nostre proposte sono chiarissime perché noi del M5S abbiamo questo problema di presentare sempre mozioni troppo specifiche.
E paradigmatica una frase pronunciata dall’assessore Civita: “I Css sono prodotti e non rifiuti, quindi vengono venduti con un ricavo per le casse regionali”, ma Barillari ha chiosato uscendo dall’aula. Forse l’assessore dovrebbe fare un confronto tra il denaro introitato e le spese per la sanità regionale che dovranno compensare i danni causati dall’incenerimento di rifiuti che sono diventati prodotti per decreto.
Gruppo consiliare Movimento cinque stelle Regione Lazio
