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Incompatibilità di Serra, Quintarelli e Frittelli, spunta una lettera

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Patrizia Frittelli

Patrizia Frittelli

Francesco Serra

Francesco Serra

Mario Quintarelli

Mario Quintarelli

– Incompatibilità dei consiglieri, spunta una lettera. Arrivata in comune, nella missiva indirizzata al segretario generale si chiede di vigilare sull’incandidabilità di alcuni consiglieri appena entrati a far parte del consiglio comunale.

Il riferimento è al decreto legge 39, che stabilisce fra l’altro l’incompatibilità tra incarichi dirigenziali e incarichi negli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali. Nel caso specifico, per il comune il provvedimento potrebbe riguardare Francesco Serra, Mario Quintarelli e Patrizia Frittelli, tutti e tre a vario titolo con incarichi dirigenziali alla Asl.

E se loro dovessero uscire, entrerebbero Aldo Bellocchio, Francesco Stefani e Stefano Calcagnini.  Dando per scontato che Massimo Cappetti entri con la nomina dell’ottavo assessore.

Tutti e due con 162 voti, stando al conteggio delle preferenze non ufficiale. Quindi entrerebbe Calcagnini, per ordine di lista.

In attesa che la vicenda sia chiarita, una privata cittadina ha presentato l’esposto al segretario generale facente funzioni Romolo Rossetti. Un’esortazione a vigilare.

Qualora si dovessero produrre gli effetti del decreto, Serra, Quintarelli e Frittelli dovrebbero scegliere se mantenere il proprio lavoro o l’incarico di consigliere comunale e per Serra anche quello di capogruppo Pd.

Facile immaginare quale sarebbe la scelta. Rinuncia all’incarico a palazzo dei Priori.

A presentare la lettera sarebbe stata proprio una parente stretta di uno dei tre candidati che entrerebbero in consiglio comunale.

Spetta all’amministrazione comunale verificare la regolarità, ma la situazione si potrebbe complicare perché nel frattempo c’è stata la prima seduta di consiglio comunale, in cui uno degli adempimenti formali è stato proprio la convalida degli eletti, con cui si è sancito che nessuno dei consiglieri era in posizione d’incandidabilità.

Delibera da annullare? Si vedrà.

Ma accanto agli aspetti formali e sostanziali della vicenda, ce n’è uno anche politico e tutto interno al Partito democratico. Quintarelli o Serra darebbero molto meno fastidio fuori che non dentro il consiglio comunale.

Non considerando che liberi da incarichi, equivale a dire liberi pure d’organizzare consenso attorno a un’idea e a un’area renziana che nel Pd già c’è.

Già prima del ballottaggio in ambienti democratici girava voce su possibili incompatibilità, ma nessuno ha sollevato il problema. Prima, ma adesso… Questione di timidezza o hanno solo aspettato il momento più opportuno?

O forse perché per vincere sono tutti utili, per amministrare nessuno è indispensabile?

Giuseppe Ferlicca

 


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