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La Costa Concordia andrà a Piombino

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Il naufragio del Costa Concordia all'isola del Giglio

(m.l.r.) – La Costa Concordia sarà portata via dall’isola del Giglio. Ma non subito e non arriverà al porto di Civitavecchia. La nave da crociera che si è arenata il 13 gennaio 2011 si trova da due anni e mezzo su un fianco incagliata tra gli scogli dell’isola. Dopo alcune riunioni operative sembrava imminente un suo spostamento nel vicino porto laziale, ma così non sarà.

Alla fine il governo ha optato per il porto di Piombino. L’operazione, secondo la delibera approvata dal consiglio dei ministri, porterà nell’area toscana circa 300 posti di lavoro.

Della questione spostamento se ne era occupato anche il presidente della commissione Trasporti della Regione Lazio, Enrico Panunzi. Il 19 giugno scorso il consiglio regionale aveva approvato una mozione per avviare l’iter per lo spostamento della nave dall’isola al porto di Civitavecchia. Ma ormai tutto sembra bene avvio per il trasferimento della nave a Piombino.

I posti di lavoro previsti dal governo per l’operazione di salvataggio della nave però non arriveranno subito. Il prefetto ha infatti annunciato che il trasporto non è poi così imminente.  “Per quanto gli ingegneri abbiano fatto simulazioni e ipotesi – ha detto il commissario per l’emergenza Concordia Franco Gabrielli a UnoMattina – noi oggi non conosciamo quanto le rocce sono penetrate nella fiancata, che tipo di squarci hanno realizzato e quali sono le reali condizioni della struttura e quindi che tipo di interventi dovranno fare. Se loro non ci forniranno tutta una serie di assicurazioni la nave permarrà nella condizione in cui è fino al prossimo anno quando le condizioni meteomarine consentiranno di rimetterla in asse in assoluta sicurezza. Per quanto gli ingegneri – ha spiegato ancora – abbiano fatto simulazioni e ipotesi, noi oggi non conosciamo quanto le rocce sono penetrate nella fiancata, che tipo di squarci hanno realizzato e quali sono le reali condizioni della struttura e quindi che tipo di interventi dovranno fare per allocare i cassoni necessari a rendere galleggiabile l’intera nave”.

In poche parole la nave una volta rimessa in posizione potrebbe trasformarsi in una bomba ecologia, andando a danneggiare le acqua cristalline dell’arcipelago dei cetacei. Per questo la nave resterà al Giglio ancora per diversi mesi. Del trasporto previsto per settembre non se ne farà nulla. Tutto rimandato al 2014.


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