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Mazzoli: “Incentivi per cambio wc, aiuto per il distretto ceramico”

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Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli 

– Incentivi fiscali per chi sostituisce il vecchio water con uno a elevato risparmio idrico, quali quelli brevettati nel distretto ceramico di Civita Castellana. E’ il contenuto dei due emendamenti al decreto del fare che tra i firmatari annoverano i deputati viterbesi Alessandro Mazzoli e Giuseppe Fioroni. Le proposte di modifica al provvedimento del Governo sono state presentate questa mattina nell’ambito di un convegno organizzato da Unindustria e Confindustria Ceramica a Roma.

“L’iniziativa di Unindustria – commenta Mazzoli – è positiva, costruttiva e di stimolo verso il Governo e il Parlamento. Ci aiuta, infatti, a inquadrare nella giusta prospettiva il rilancio dell’economia, ampliando lo spettro degli obiettivi del decreto governativo, affiancando al risparmio energetico quello idrico. Soluzioni che spingono il nostro sistema produttivo verso pratiche sostenibili, incentrate sull’innovazione produttiva e la competitività, che sono del resto i parametri dell’Unione europea”.

“Per di più – ragiona il deputato – questo intervento normativo rappresenta un aiuto all’attività del distretto industriale di Civita Castellana. Negli ultimi anni circa 700 lavoratori sono stati espulsi dal ciclo produttivo e 1411 sono entrati in cassa integrazione. Si tratta di un duro colpo per lavoratori e e imprese, ma anche per il tessuto produttivo provinciale perché il fatturato del distretto rappresenta una parte rilevante del Pil”.

Alcuni dati sono utili per capire la valenza dei due emendamenti. Un cittadino italiano consuma in media 250 litri di acqua al giorno. La quota dei consumi idrici legata a usi alimentari e igiene personale è legata a stili di vita e comportamenti degli utilizzatori, ma il 30% di questo consumo è relativo all’uso di apparecchi sanitari (vasi) ed è pertanto condizionato esclusivamente dalle caratteristiche fisiche delle apparecchiature sanitarie installate.

Su un totale di 57.584.000 vasi installati in Italia, solo il 51% è stato posato dopo il 1980, il 17% risale addirittura a prima del 1970. Considerando i differenti stili di utilizzo (residenziale, non residenziale, pubblico) e le differenti date di installazione si stima che complessivamente essi consumino oltre 1,4 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno, pari ad un valore di 2,4 miliardi di euro (fonte: Cresme).

L’efficienza idrica degli apparecchi sanitari è stata notevolmente incrementata negli ultimi decenni: i vasi fabbricati prima degli anni 60 funzionavano con uno scarico medio di 15 litri, mentre i prodotti attuali, realizzati a Civita Castellana, possono operare con scarichi ridotti a 6 litri. Questo valore di scarico massimo è stato assunto come benchmark di riferimento a livello europeo per acquisire l’etichetta ambientale ‘Ecolabel’ rilasciata dalla Commissione ai prodotti con caratteristiche di eccellenza ambientale.

Pertanto promuovendo la sostituzione dei vasi installati con vasi moderni, funzionanti con quantitativi ridotti di scarico, si può ottenere un considerevole risparmio idrico. Portando tutti i vasi installati ad un consumo di 6 litri per scarico, si stima un risparmio di acqua pari a 379 milioni di metri cubi all’anno, equivalenti a minori emissioni pari a 2,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Il primo emendamento proposto (all’articolo 14 del decreto) tende infatti a includere gli interventi di miglioramento strutturale dell’efficienza idrica dell’edificio nel regime di incentivazione già previsto, riferito al periodo 1° luglio 2013 – 31 dicembre 2013, per gli interventi di efficienza energetica realizzati nell’ambito di ristrutturazioni di immobili ad uso civile.

Il secondo emendamento proposto, relativo all’articolo 15, tende a completare la norma programmatica già inclusa del decreto in conversione, che prefigura la prossima adozione di misure e incentivi di carattere strutturale finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti e l’incremento del rendimento energetico degli stessi. La proposta emendativa mira a introdurre l’efficienza idrica degli edifici tra gli obiettivi che dovranno essere perseguiti dalle future regolamentazioni di incentivazione.

 


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