– Nessuna emorragia. Nessuna lesione interna che possa aver fatto smettere di battere il cuore di Roberta Ortolani.
E’ quanto emerge dall’autopsia eseguita ieri pomeriggio al cimitero San Lazzaro.
Il corpo della 40enne trovata morta martedì nella sua casa in centro storico era cosparso di lividi. Tutte lesioni superficiali che, secondo la dottoressa Maria Rosaria Aromatario, non avrebbero causato alcuna sofferenza a livello di organi interni.
Conclusioni, quelle del medico legale, che fanno sfumare definitivamente l’ipotesi dell’omicidio. Quelle ecchimosi andrebbero piuttosto ricondotte a uno scenario di continui litigi col fratello, che viveva con Roberta e il compagno nell’appartamento in via della Marrocca.
Secondo i testimoni ascoltati dagli agenti di Fabio Zampaglione, la notte prima che la 40enne morisse c’era stata un’altra lite furibonda. Ancora prima, mercoledì scorso, il compagno e il fratello di Roberta avevano discusso un’altra volta. Per il fratello era scattata la denuncia a piede libero per lesioni aggravate al cognato, refertato al pronto soccorso con trenta punti di sutura alla testa.
Una vita da emarginati. Segnata da violenza, disoccupazione e tossicodipendenza, che per Roberta è finita alle 14,15 di martedì pomeriggio, sul divano di quella casa disordinata come la sua esistenza. La polizia l’ha trovata a soqquadro. L’appartamento, ora, è sotto sequestro, così come i farmaci e gli stupefacenti trovati all’interno.
Le risposte sulla morte di Roberta andranno cercate negli esami tossicologici. I risultati potrebbero confermare l’altra pista battuta dall’inizio dagli inquirenti: un cocktail di farmaci e alcol o droga che abbia provocato l’arresto cardiaco. In caso di assunzione di stupefacenti, la polizia dovrebbe risalire allo spacciatore, che rischierebbe un’imputazione per omicidio colposo per cessione di droga.
Ma fare ipotesi è prematuro. I risultati degli esami tossicologici non arriveranno prima di due settimane.
Stefania Moretti


