(s.m.) – Si è svolta nel pomeriggio al cimitero San Lazzaro l’autopsia su Roberta Ortolani.
La donna, viterbese di quarant’anni, è stata trovata morta ieri pomeriggio alle 14,15 nella sua casa in via della Marrocca (Viterbo).
Sarà compito del medico legale nominato dal pm Renzo Petroselli risalire alle cause della morte.
Agli agenti della squadra mobile di Fabio Zampaglione non sono sfuggiti i lividi sparsi su tutto il corpo della donna, che viveva in condizioni di estrema marginalità sociale.
Tossicodipendente e disoccupata, Ortolani era in cura al Sert. Tirava avanti con qualche aiuto dalla Caritas e dai Servizi sociali. La sorella Patrizia era morta di overdose qualche anno fa.
Nell’appartamento di via della Marrocca viveva insieme al fratello e al compagno, di parecchi anni più grande. La casa, ora, è sotto sequestro, insieme ai farmaci e agli stupefacenti trovati ieri dai poliziotti.
L’indagine è a tutto campo. Gli investigatori non escludono che la morte sia stata causata da un mix di droga e sostanze psicotrope. Ma i lividi sul corpo della quarantenne suggeriscono la pista dell’omicidio. La notte prima della morte di Roberta, c’era stata un’altra lite in casa. L’ultima di una lunga serie di discussioni violente che, secondo gli inquirenti, erano all’ordine del giorno. Il compagno della 40enne porta ancora i segni di un altro litigio avvenuto mercoledì di notte: refertato al pronto soccorso, era tornato a casa con i punti in testa.
E’ probabile che il perito prenda i canonici sessanta giorni per stendere una relazione completa. Ma già i primi accertamenti di oggi diranno molto sulla dinamica del decesso. Se la donna avesse lesioni interne, l’ipotesi dell’omicidio prenderebbe sempre più corpo. In caso contrario, risposte sulla morte di Roberta andrebbero cercate negli esami tossicologici.


