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Prese la moglie per il collo e aggredì i carabinieri

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Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Ha patteggiato sette mesi l’impiegato arrestato a giugno dopo una lite con la moglie. 

L. R., 53enne di Bagnoregio, doveva rispondere di lesioni, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

Finì in manette il 7 giugno scorso. La moglie aveva chiesto aiuto a un vigilantes dalla finestra. A quel punto era partito l’allarme ai carabinieri di Bagnoregio, coordinati da Calisto Panico.

I militari arrivarono in casa della coppia alle 22,45. Due ore dopo erano ancora nell’abitazione a cercare di calmare l’impiegato che continuava a dare in escandescenze contro la moglie. 

Ai carabinieri la donna mostrò un livido sotto il ginocchio, raccontando di essere stata anche presa per il collo e sbattuta addosso al muro. La stessa rabbia il 53enne l’ha poi riversata sui militari, aggredendoli a calci e gomitate una volta portato in caserma.

La difesa, rappresentata da Giovanni Labate, aveva giustificato la reazione smodata dell’uomo con un ammanco di 10mila euro dal suo conto. Soldi che, a detta del legale, sarebbe stata la moglie dell’impiegato a prendere, senza però spiegare il motivo. 

Per il pm Fabrizio Tucci, la situazione è diversa: all’udienza di convalida dell’arresto, il magistrato definì l’imputato “incapace di trattenere i suoi istinti” mantenendo la moglie in uno “stato di sottomissione psicologica”, con “pericolo anche per l’incolumità delle figlie”.

Ieri il patteggiamento. 


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