– Un ovulo di eroina da 46 grammi. Lo hanno trovato i carabinieri di Orte nel camper di una prostituta nigeriana 48enne.
La donna è stata arrestata mercoledì sera per detenzione ai fini di spaccio di droga. Controllando il camper, i militari hanno scoperto che non era stata fatta la revisione. Per evitare il sequestro del mezzo, ha deciso di collaborare: ai carabinieri ha detto di poter fornire indicazioni su una persona di sua conoscenza che possiede e smercia droga. Ha consegnato loro l’ovulo e li ha portati a casa sua.
Qui, i militari hanno trovato anche un bilancino di precisione. La donna ha spiegato che né la droga né il bilancino erano di sua proprietà. Sapeva di averli in casa e, per questo, aveva contattato un certo Silvio, un amico carabiniere cui chiedere consiglio su come comportarsi. Ma a quelle dichiarazioni, i militari di Orte non hanno trovato riscontro. Per questo, per la prostituta è scattato l’arresto.
Con la droga sequestrata potevano essere confezionate 96 dosi.
Lei, ieri mattina, si è presentata in lacrime davanti al giudice Italo Ernesto Centaro. Ha cominciato a disperarsi alla convalida dell’arresto, per poi scoppiare in un pianto a dirotto quando è stata accolta la richiesta di condanna del pm Fabrizio Tucci: cinque mesi e dieci giorni di reclusione, più 1400 euro di multa.
A nulla è valso il tentativo del suo avvocato Michele Ranucci di sottolineare l’atteggiamento di piena collaborazione della signora.
Lei stessa non si dava pace: “Ho aiutato i carabinieri! – continuava a ripetere, tra i singhiozzi -. Non ho mai fatto queste cose! Non prendo droga!”. Argomenti che non sono bastati a risparmiarle la condanna col rito abbreviato, dopo il processo per direttissima.
