Riceviamo e pubblichiamo – Ho voluto attendere qualche giorno per capire se l’ordinanza emessa dal Sindaco Michelini, seppur molto più stringente delle precedenti, potesse essere un’azione consapevole e risolutiva.
Evidentemente così non è considerati i malumori diffusi nel centro storico. Il centrosinistra eresse barricate di polemiche quando, fu Marini che, a fronte del reiterarsi di risse finite a bottigliate, emise il provvedimento per motivi di ordine pubblico. Illustri consiglieri dell’attuale maggioranza e giovani militanti di sinistra attualmente eletti in Consiglio ebbero a pronunciare parole di fuoco contro quel provvedimento. “No ai divieti ma occorre educare” questo dicevano gli esponenti della sinistra tacciando l’ex sindaco di voler impedire ai giovani di divertirsi. Ora che l’ordinanza, estesa a un periodo addirittura maggiore arriva da Michelini nessuno di coloro che all’epoca gridarono su tutta la stampa il loro dissenso sembra percepirla come un attacco alla libertà dei giovani di vivere la città di sera mangiando un panino e “bevendo una birretta”. Un singolare caso di incoerente bicefalia, oppure in questi pochi mesi le esigenze della gioventù viterbese sono cambiate e, con esse, anche la percezione su eventuali divieti?
E in tutta questa fretta qualcuno ha mai pensato di interpellare proprio loro, gli esercenti che, oltre alla crisi e ai problemi che devono affrontare ogni giorno in un centro storico dormiente, si ritrovano di nuovo penalizzati nella loro legittima attività?
Nel primo consiglio comunale dello scorso 26 giugno sono intervenuta proprio per chiedere al Sindaco il mantenimento ed il potenziamento del tavolo consuntivo dei rappresentanti dei movimenti giovanili e le sue parole e i suoi sorrisi ci avevano confermato assoluta attenzione. L’abbiamo vista questa attenzione: dopo solo 24 ore emette un’ordinanza di tale portata e dell’impegno preso in Consiglio nemmeno una traccia! Il tavolo nasceva con lo scopo provare a supportare lazione dellamministrazione non solo sul tema delle ordinanze estive, oggetto del presente dibattito, ma anche sui diversi temi di interesse dei giovani della città ma anche, di volta in volta, gli esercenti, le associazioni e tutti coloro che potenzialmente coinvolti al problema contingente.
Che tristezza rendersi conto che tutte le belle parole che ci ha detto erano solo una forma. Che tristezza sapere che non possiamo contare su un’amministrazione dialogante. L’intento era quello di instaurare un rapporto con la nuova amministrazione. I giovani della sinistra hanno potuto dialogare col precedente sindaco sui divieti stringenti dell’ordinanza perché a noi non è permesso?
Ma a loro oggi forse non interessa e non protestano. Perché si sa, secondo chi ce lo impone, il divieto ha tutto un altro valore.
Antonella Sberna
Consigliere comunale Pdl
