– “Senza i finanziamenti pubblici per i partiti, muore la democrazia”.
L’argomento è spinoso, ma Ugo Sposetti, senatore Pd e tesoriere Ds, ci torna in un’intervista rilasciata a Repubblica, per ribadire come togliere i fondi pubblici ai partiti, sarebbe un grade vanno per la democrazia e dà una strigliata pure al premier Enrico Letta, il cui governo sull’argomento ha un atteggiamento “Demagogico e populista – osserva Sposetti – cavalcando gli istinti più bassi”.
Giudizio pesante, che Sposetti precisa: “Letta non vuole abolire il finanziamento pubblico – spiega Sposetti – ma vuole abolire i partiti. Quando non ci saranno più, a quel punto scomparirà la democrazia rappresentativa.
Ecco perché il disegno di legge presentato dal governo deve finire su un binario morto”.
Così almeno per cinque anni: “C’è una nuova norma sul finanziamento che abbiamo già approvato un anno fa – ricorda Sposetti – con la quale è stato portato a 91 milioni, praticamente dimezzato. Aspettiamo cinque anni e poi faremo un bilancio”.
I soldi non sono tutto. “C’è in ballo la democrazia, che si regge sui partiti e che per vivere hanno bisogno di risorse pubbliche, per non farsi condizionare dalle lobby.
Il 2 per mille del finanziamento ai partiti significherebbe che quanto donerebbe un solo milionario, equivarrebbe a dieci milioni di pensionati. Se uno ruba è un conto, ma se si fa politica seriamente, i soldi servono”.
