– E’ fissata per stamattina l’udienza di convalida dell’arresto di Enrico Ranucci.
Il 65enne è rinchiuso a Mammagialla da sabato per tentato omicidio.
Ha confessato di aver investito Santino Giuliani, 70enne, affittuario di alcuni terreni dell’agricoltore 65enne, nato a Grotte di Castro ma residente ad Acquapendente.
Ranucci risponderà alle domande del gip Francesco Rigato, ribadendo la versione sostenuta dal suo avvocato Vincenzo Dionisi fin dal giorno dell’arresto: nessuna intenzione di uccidere. Solo un tragico errore.
“Al giudice diremo la verità: quello di Ranucci voleva essere solo un gesto di sfida – afferma il legale -. L’ipotesi di commettere un omicidio non l’ha neppure sfiorato”.
Giuliani è in ospedale con una prognosi di trenta giorni. Ha cercato di schivare Ranucci, sabato mattina, ma l’agricoltore lo ha colpito in pieno a un fianco. Erano le 8,30 di sabato mattina. Il 65enne passava in località Ponte San Biagio, quando ha visto il Giuliani e due braccianti lavorare su uno dei suoi fondi. Quel terreno, come altri, sarebbe oggetto di una lunga battaglia giudiziaria tra i due, con Ranucci che lamenta il mancato pagamento dell’affitto. Una questione riproposta più volte al tribunale di Viterbo, in una serie di procedimenti civili e penali.
Dopo aver investito Giuliani, Ranucci è scappato, abbandonando la sua macchina con le chiavi ancora nel quadro. Anche su questo punto ci sarà da discutere. Arrivati sul posto i carabinieri hanno trovato solo uno specchietto dell’auto, staccatosi nell’urto, e i due braccianti, che hanno descritto la scena. Ranucci si era allontanato a piedi. Che volesse nascondersi, ai carabinieri risulta più che chiaro dal suo tentativo di nascondersi in mezzo a dei cespugli, subito dopo la fuga.
La difesa, invece, sostiene che, dopo un primo momento di esitazione e paura, abbia voluto recarsi spontaneamente in caserma. “Aspettava solo il mio arrivo per farlo. Ci saremmo andati insieme. I carabinieri lo hanno solo preceduto”.
