– Tra la Macchina, i facchini, la fontana del Sepale e piazza Fontana grande esiste un legame indissolubile.
In primo luogo va ricordato che la Fontana del Sepale, la Fontana grande, è stata fonte di grande ispirazione nel concepimento del Volo d’angeli di Zucchi, la macchina rimasta nel cuore di tanti viterbesi per la sua imponenza e bellezza, ma anche e soprattutto perché ha rappresentato una vera rivoluzione copernicana nel modo di pensare, progettare e realizzare la Macchina, quindi un vero e proprio watershed con il passato.
La piazza perché è la prima sosta dopo la mossa dal “cappannone” di San Sisto, un momento di prima verifica sull’andamento del trasporto; sul selciato, come in tutte le soste, il simbolo del Sodalizio.
E la fontana è lì, stupenda (nonostante il degrado e l’incuria degli ultimi tempi) ed immota, come un monito alla mole che si avvicina ondeggiante. Pare che essa voglia dire (in vernacolo, ovviamente) alla Macchina: “scanzete tu, io non me scanzo, so’ secoli che sto mecqui…”. E infatti la prima vera manovra difficoltosa si fa proprio affinché la Macchina, ormai in osmosi con il suo motore, i Facchini, aggiri con deferenza la maestosa opera di Pietro e Bertoldo di Giovanni, lasciandola sulla sua sinistra, per poi fermarsi qualche metro più avanti.
Ancora la piazza e la sua Fontana Sine Pari, che nel dopoguerra, anno 1946, hanno visto per la prima volta il montaggio della macchina di Papini a ridosso delle mura del vecchio tribunale e da là prendere la volta di via Cavour.
Per queste ragioni e per tutte quelle che tanti altri personaggi più autorevoli, ma anche per quelle dei nostri concittadini che più volte hanno lanciato accorati appelli, i Facchini e il Sodalizio non possono che fare propria la causa sposata da Tusciaweb, per la salvaguardia di questo gioiello.
Troveremo tutti insieme il modo in cui i Facchini potranno in concreto contribuire a far ritornare la Fontana del Sepale al suo splendore, magari con un evento insolito, fuori dai soliti schemi, a testimonianza dell’amore che i cavalieri di Santa Rosa nutrono per la Fontana e per Viterbo.
Massimo Mecarini

