– A scuola di Plus.
L’ingegner Dello Vicario, dirigente comunale, spiega ai consiglieri in terza commissione gli interventi a valle Faul e nel centro storico da tredici milioni di euro e l’assessora ai Lavori Pubblici Raffaela Saraconi rassicura tutti: “Il progetto Plus va avanti, sta andando avanti – precisa Saraconi – lo attueremo, con qualche perplessità”.
La gran parte a valle Faul.
“Da 45 anni – ricorda l’assessora – è oggetto di studio da parte di varie amministrazioni, c’è stato un concorso d’idee. Poi per la delicatezza e la sua specificità non è mai stato affrontato.
Oggi dà ansia, perché l’area è stata progettata in ogni centimetro. E’ il polmone verde di Viterbo, è come se il sindaco di Roma volesse realizzare parcheggi, piazze, cavea al circo Massimo.
La progettazione è bella, se fosse stata fatta altrove. Occorreva un intervento più discreto”.
Detto questo: “Cercheremo di eliminare qualcosa e restituire un minimo di naturalità alla valle, se sarà possibile. Anche se gli spazi sono molto limitati”.
Per Ubertini (Pdl) il polmone verde a valle Faul non s’è mai visto: “C’era lo scarico – precisa Ubertini – le giostre, per cinquant’anni non si è mai fatto niente, solo chiacchiere, come spesso accade in politica, finalmente qualcuno è intervenuto.
Fino a ora solo libri e pubblicazioni, il verde semmai c’è da pochi anni”.
Buzzi (FdI) si domanda se ci siano, dopo l’intervento dell’assessora Saraconi, errori nella progettazione o se la sua sia solo una diversa visione.
“Che servisse un intervento – precisa l’assessora – e la valle sia in stato d’abbandono, siamo tutti d’accordo, ma non così. Servivano approfondimento e un approccio diverso.
Ci sono dentro cose molto belle, ma non lì. Il parco urbano si poteva fare altrove, ad esempio. Occorre valutare la storia dei luoghi dove si progetta.
Se si riconosce un valore alla preesistenza della pensilina dei bus, mantenuta nel recupero e non si riconosce lo stesso valore a valle Faul, allora basta”.
Mentre Maurizio Tofani (Oltre le Mura), punta il dito contro la precedente maggioranza che sui Plus non ha condiviso i progetti con la minoranza.
Su un punto non transige: “Il palco del Papa – ricorda Tofani – è previsto nel progetto della cavea. Non capisco perché. Dobbiamo fare in modo di non metterlo.
Poi mi chiedo come mai la Sovrintendenza abbia potuto approvare una cosa del genere? E’ vergognoso. Non c’entra niente con la valle, quella struttura. Il palco va cassato”.
Da dietro l’assessora Saraconi rassicura: “E’ una certezza”. Che non ci sarà. Almeno quello.
Una domanda nasce spontanea: palazzo di Vico, qual è? Lo chiede il presidente della commissione Goffredo Taborri, essendo lo storico immobile compreso negli interventi del piano Plus.
Chiarito il dubbio, si va avanti.
“Il Plus – ricorda Dello Vicario – comprende i lavori per realizzare gli ascensori a valle Faul, la cavea, la sistemazione di palazzo di Vico, il parcheggio e la riqualificazione a a via Genova, la pensilina dei bus, quindi gli incentivi per il centro storico per un milione di euro, rifinanziabile con gli eventuali ribassi di gara, quindi l’assistenza alle fasce deboli”.
In totale fa tredici milioni, con tutti i lavori che devono concludersi entro settembre 2015.
Alla lezione sul Plus c’è chi è arrivato già preparato: Giulio Marini, da ex sindaco, il “papà” del progetto e l’ex assessore Claudio Ubertini, oggi entrambe all’opposizione.
Valle Faul è interessata da diversi cantieri, rimane fuori il rudere della chiesa, di proprietà privata e oggi in vendita, ma l’assessora Saraconi dà una notizia ai consiglieri, dopo una domanda del presidente Taborri: “Il comune – spiega Saraconi – sta cercando d’acquisirla per il recupero. Sono cominciati pochi giorni fa i primi contatti, l’idea è di recuperare il preesistente, restaurando e lasciandolo a cielo aperto”.
Qualche osservazione arriva durante l’esposizione. Per la consigliere Augusta Boco (Pd), l’ascensore finisce su un grande vuoto, piazza del Duomo.
“Una piazza quasi chiusa – osserva Boco – non c’è viabilità e l’ascensore arriva in un’area con edifici non fruibili”. Ci sarebbe il palazzo dei Papi, il duomo stesso e a pochi metri il quartiere San Pellegrino.
Una via d’accesso privilegiata al cuore di Viterbo per i turisti.
“Piazza del Duomo – precisa Dello Vicario – non è un grande vuoto. Se dovesse rimanerlo sarebbe un problema per tutti noi, l’ascensore permette d’uscire sul sagrato di San Lorenzo”.
Sulla parte sociale e formativa del Plus, ci sono già le prime risposte alle domande dei vari bandi: poche richieste per i tirocini formativi e molte che riguardano sostegni concreti, voucher per anziani in difficoltà o per magari le spese dell’asilo dei figli.
Effetto crisi che morde anche a Viterbo.
L’offerta andrà rimodulata, anche se l’impostazione non cambierà nella sostanza: “Il punto sulla qualificazione – spiega Dello Vicario – lo vorremmo mantenere, magari confrontandoci con il mondo produttivo, rimodulando l’offerta, perché i corsi formativi diano comunque concrete possibilità d’inserimento lavorativo e non fare il corso tanto per farlo.
Per questo, serve capire quali sono le reali esigenze”.
Giuseppe Ferlicca



