![]() Aldo Caparrelli |
Riceviamo e pubblichiamo – Un saluto ad Aldo Caparrelli.
L’ho conosciuto proprio nelle prime settimane della sua presenza a Viterbo, divenne subito lo sponsor della squadra che più ho amato:il Rugby Viterbo.
Per tanti anni questa comune passione ci ha visto lavorare insieme con tanta determinazione aldilà di delusioni o momenti esaltanti.
L’ho conosciuto però via via anche in altri aspetti della sua vita: impegnato nel sociale, nel ragionamento politico, nel canto, in tante iniziative a Viterbo, l’ho frequentato spesso anche nelle sue vicissitudini ospedaliere da ricoverato, fin dall’inizio di una serie di problemi di salute che non sembravano per nulla scalfirlo nello spirito.
Mi ha sempre colpito la sua voglia di fare, il non tirarsi indietro anche quando poteva farlo benissimo, il provare comunque ad andare avanti sia quando le cose andavano bene sia nelle difficoltà.
Ho sempre apprezzato anche la sua lealtà, che non ti evitava il confronto aspro, ma che ti faceva sentire sempre partecipe di un rapporto diretto, senza secondi fini.
Ho sempre pensato che con queste due caratteristiche che gli ho sempre riconosciuto, a suo modo e pur non avendo mai praticato il campo, sarebbe stato un ottimo giocatore: faceva propri infatti in modo perfetto due principi del rugby, lo sport che ci ha appassionato così tanto: la lealtà nei confronti dell’avversario e delle regole e “l’avanzare” sempre e comunque, con la palla e non, sia in difesa che in attacco.
Proprio un mese fa parlavo di lui e del suo paese di nascita nel frusinate con un amico che ho scoperto comune e suo conterraneo, mi raccontava della vita da bambini e del modo che avevano di tenersi ancora tutti in contatto.
Pensavo di parlargliene al prossimo incontro magari nella club house.
Non ci sono riuscito, ma voglio salutarlo affettuosamente oggi giorno della sua scomparsa con questo pensiero e magari con un nostro hip hip hip urrà al presidente.
Ciao Aldo
Mauro Goletti
