![]() Ausonio Zappa |
![]() Cosmin Petrut Oprea |
![]() Adrian Nicusor Saracil |
![]() Alexandru Petrica Trifan |
![]() Daniel Ionel Oprea |
– Un “omicidio efferato”. “Compiuto senza alcuna pietà” contro “un anziano inerme e implorante”.
Il gup di Viterbo Salvatore Fanti descrive in 24 pagine il delitto di Ausonio Zappa. L’arancia meccanica in casa del professore 82enne è tutta nelle motivazioni della sentenza per i suoi assassini.
Il 15 marzo scorso, a quasi un anno esatto dall’aggressione, il giudice Fanti condannava all’ergastolo gli esecutori materiali del delitto, il 20enne Cosmin Oprea e il 23enne Adrian Nicusor Saracil. I due pali Alexandru Petrica Trifan e Daniel Ionel Oprea presero sedici e dodici anni.
Il gup ricostruisce ogni attimo di quel 28 marzo 2012. Sono le 2,42 del mattino quando i carabinieri di Bagnaia arrivano nella villetta di strada Romana 12A. Dieci minuti prima, l’sos della vigilanza, che li informa che in casa è scattato l’allarme. Trovano forzate la porta della veranda e dell’ingresso. Riverso sul pavimento della sala c’è un uomo anziano che rantola. E’ Ausonio Zappa, fondatore dell’Accademia di belle arti di Milano e Viterbo. Accanto a lui, i pezzi del telecomando per azionare il sistema d’allarme. Ha ecchimosi ovunque e il volto tumefatto. Morirà dieci giorni dopo all’ospedale Belcolle.
La Bmw dei quattro era stata controllata poco prima. Alle 3,10 viene bloccata a Vignanello con dentro i due pali, che riferiscono di aver accompagnato Cosmin e Saracil in casa Zappa verso le 2,30. La loro responsabilità, per il gup, è “manifesta”. “Entrambi – scrive Fanti – erano entrati nella camera da letto udendo al buio un uomo urlare “Chi è?””.
Cosmin ha negato di aver colpito Zappa con un tubo di ferro. Ma a lui e al suo complice le armi non mancavano. Il più giovane della batteria non ne ha fatto mistero. “(Cosmin) Ammetteva di aver avuto in mano un tubo e un coltello trovato in cucina e aggiungeva che Saracil era in possesso di un altro coltello, di un martello e di un cacciavite. Riferiva di aver colpito l’uomo con un pugno al volto mentre si alzava dal letto e che, subito dopo, Saracil l’aveva colpito con un martello alla schiena. Entrambi – si legge, ancora nelle motivazioni – l’avevano poi colpito con pugni e calci, malgrado l’uomo, implorando di smetterla, avesse dichiarato di aiutarli a trovare ciò che cercavano”.
E’ proprio questo, per il gup, il tratto più disumano di quell’aggressione: il “comportamento privo di qualsiasi forma di sensibilità di fronte a un anziano implorante pietà”. “Colpito da entrambi selvaggiamente” al solo “fine di evitare il futuro riconoscimento dei rapinatori”. Secondo il giudice, il corpo contundente usato per colpire Zappa è il martello batticarne di cui ha parlato Cosmin e che Saracil teneva in mano. Sono stati loro a finire il professore. Ma questo non scagiona gli altri due. Soprattutto Trifan, considerato l'”ideatore del raid notturno”, perché conosceva bene la casa: Zappa lo aveva ospitato anni prima con la madre. Per Fanti, la luce accesa e l’Audi parcheggiata nel recinto erano elementi sufficienti per capire che c’era qualcuno nella villetta e che il colpo “per far soldi” poteva trasformarsi in tragedia.
Le difese sono decise a fare appello. Per prepararlo hanno quarantacinque giorni dal deposito delle motivazioni.
Stefania Moretti




