– Ala Ceoban rimane in carcere.
La 28enne condannata per favoreggiamento nell’omicidio della sorella Tatiana e della nipote Elena è ancora rinchiusa nel penitenziario di Civitavecchia e, almeno per ora, sfumano per lei le possibilità di uscirne presto.
L’istanza di scarcerazione che era stata presentata dal suo avvocato Pierfrancesco Bruno è stata respinta.
L’uscita del carcere di Ala Ceoban era sembrata in un primo momento imminente perché lo scorso 5 agosto ricorreva il quarto anniversario di detenzione, termine ultimo per la custodia cautelare.
Ma così non è andata.
“Il 6 agosto – spiega il legale Bruno – è stata respinta la mia richiesta di scarcerazione ed Ala quindi dovrà rimanere nel carcere di Borgata Aurelia”.
La giovane era stata arrestata il 5 agosto 2009. Era accusata di aver aiutato il suo amante-cognato Paolo Esposito, a disfarsi dei cadaveri della sorella Tatiana Ceoban e della figlia di 13 anni Elena.
Nel 2011, i giudici di primo grado l’hanno condannata all’ergastolo per concorso in duplice omicidio e occultamento di cadavere. Sentenza riformata in appello a otto anni per favoreggiamento.
In seguito, sulla posizione di Ala la Procura generale della Corte d’appello ha fatto ricorso in Cassazione. L’udienza è fissata al 15 novembre.
“Proprio in vista del’udienza della Cassazione – conclude l’avvocato Bruno – stiamo decidendo se fare ricorso a questa decisione dei giudici o meno. I tempi ormai sono molto stretti ed è probabile che si arrivi direttamente al 15 novembre”.
In quella data il destino di Ala potrebbe cambiare di nuovo poiché, appunto, la sentenza d’appello non è definitiva.
