(g.f.) – Dopo Santa Rosa, l’ottavo assessore.
La tradizione come sempre sarà rispettata e passato il tre settembre, il sindaco Leonardo Michelini completerà la sua squadra di governo: “Nomineremo l’ottavo assessore, quello che manca – spiega il primo cittadino – assegnando le deleghe che mi sono trattenuto, rimetteremo in fase la macchina amministrativa”.
Assegnerà solo le deleghe che oggi ha in carico o ridistribuirà anche parte di quelle assegnate? “Non escludo – continua Michelini – anche qualche assestamento nelle deleghe”.
Quella di Giacomo Barelli? L’assessorato alla Cultura è al centro delle polemiche. “Non riguarderà Barelli – anticipa Michelini – su cui mi sembra ci siano state delle forzature, al di là di tutto. Barelli rimane al suo posto.
Forse all’inizio è stata commessa qualche leggerezza, dovuta più all’inesperienza che altro, ma la persona secondo me è valida per mandare avanti l’assessorato alla Cultura.
Però non precludo nessun assestamento di deleghe, ma non è in discussione nessun assessore. C’è solo da fare qualche aggiustamento, qualche permuta”.
Quindi, a parte l’ottavo assessore, Martina Minchella, non ci saranno nomi nuovi in giunta. Anche se il tre settembre è lontano…
Saranno stati errori di gioventù (governativa) quelli dell’assessore Barelli, ma non se n’è accorta solo la stampa. Associazioni hanno manifestato il loro malessere, il Tuscia in jazz ha annullato le date di Bagnaia.
A Ferento gli spettacoli potevano essere gestiti in modo diverso. Una delibera annullata, ne è stata fatta un’altra, poi in un uno dei tre appuntamenti c’erano persone vicine al movimento di Barelli e Caffeina.
Tutto nella norma, ma forse poco opportuno politicamente, se fin dal primo giorno proprio a Barelli era stato addebitata la sua vicinanza al mondo di Viva Viterbo/Caffeina. Al primo esame, bocciato.
“Ripeto – conclude Michelini – io credo che si tratti d’inesperienza e superficialità.
Io sarei stato più prudente. Ma detto questo, l’operazione Ferento è andata bene, io sono veramente soddisfatto e mi è piaciuta la partecipazione che c’è stata al teatro romano.
La gente ci chiede che sia sempre aperto. Abbiamo messo in moto qualcosa che i viterbesi apprezzano”.
