Riceviamo e pubblichiamo – Due coniugi di Soriano, dimoranti come custodi in un istituto, una signora di Montefiascone, un giovane di Tuscania impegnato per lavoro all’estero si sono visti recapitare fatture per l’energia elettrica della loro abitazione di diverse migliaia di euro.
Con tutta evidenza si tratta di nuclei familiari che avrebbero bisogno di oltre 5 anni per maturare gli importi che sono stati chiesti loro. Invece si trovano di fronte alla difficile impresa di far annullare delle fatture a loro intestate manifestamente errate.
In questi casi l’Aduc è intervenuta per facilitare la ricerca dell’errore e al conseguente annullamento, ma con l’occasione propone alcuni consigli su come comportarsi in casi di questo genere; eccoli.
– La fattura anomala va contestata prima della sua scadenza, altrimenti il malcapitato diventa anche moroso e la sua situazione si complica ulteriormente. Si può contestare in due modi: o rivolgendosi presso il punto energia della società venditrice o inviando una raccomandata A/R elencando quelli che si ritengono le irregolarità della fattura. Nel caso in cui ci si rivolge al punto energia una volta presentato il caso all’impiegato chiedere che sia rilasciata una ricevuta dell’avvenuto reclamo. Molto spesso si verifica che dopo la protesta all’Ufficio arriva il sollecito di pagamento (a bolletta scaduta) segno che il reclamo non ha avuto alcun seguito.
– La presentazione del reclamo con raccomandata, al quale la società deve rispondere in forma scritta entro 30 giorni, consente all’utente di verificare un po’ di dati. In primo luogo va effettuata la lettura del proprio contatore ed il suo funzionamento; è evidente che se il contatore segna meno di quanto è richiesto in fattura, va segnalato e chiesto il ricalcolo o se ci si accorge che il contatore è difettoso va fatto presente in modo che sia sostituito.
– Più complesso il caso in cui ci si trovi di fronte a fattura di conguaglio, in questi casi verificare che non ci siano consumi “ stimati”, ma solo effettivi. Poi fare il controllo con ciò che dice il proprio contatore, se i consumi riguardano un lasso di tempo di oltre un anno si può chiedere l’indennizzo riguardante il mancato rispetto dello standard di qualità che obbliga la società ad effettuare almeno una lettura una volta l’anno.
Rimane, non ultima, in ogni caso, la possibilità di rivolgersi alle associazione dei consumatori attrezzate con lo sportello per ricevere il pubblico che, facendo ricorsi quotidianamente, sono più allenate ad individuare le irregolarità e sono a disposizione dei cittadini.
Giulio Signorelli
Delegato Aduc di Viterbo