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Caso Manca, solo “illazioni e congetture”

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Attilio Manca

Attilio Manca

– Caso Manca, secondo il gip Fanti procedere nelle indagini sulla morte del chirurgo è del tutto inutile (il documento integrale).

E’ quanto emerge dalle motivazioni fornite dal giudice sull’archiviazione dei cinque siciliani sui quali il pm Petroselli era stato chiamato a indagare per un possibile omicidio colposo per cessione di eroina.

Nel documento si legge nel dettaglio cosa ha spinto il gip ad archiviare il procedimento nei confronti di Ugo Manca, Lorenzo Mondello, Andrea Pirri, Angelo Porcino e Salvatore Fugazzotto.

I motivi per i quali il tribunale non ha ritenuto di approfondire le indagini vengono infatti elencati e analizzati con dovizia di particolari.

Inutile, secondo il gip, accertare che l’impronta trovata nel bagno dell’appartamento di Attilio Manca e attribuita a Ugo Manca fosse stata lasciata dopo la visita dei genitori di Attilio (risalente al Natale del 2003) e successivamente alla cena di quest’ultimo con gli amici del 6 febbraio 2004, perché la morte di Attilio è di cinque o sei giorni dopo e questo non basterebbe a supporre la responsabilità di Ugo Manca.

Per quanto riguarda il mancinismo di Attilio il documento precisa come da diversi organi di stampa si apprende che la microchirurgia fa necessariamente riferimento a tecniche “bimanuali” e che, più in particolare, l’autoinoculazione con la destra di sostanza stupefacente non è esclusa visto che Manca era un espero chirurgo.

Quanto al fatto che Monica Mileti sia stata presentata ad Attilio da un amico del cugino Ugo, secondo il gip viterbese nulla può far pensare che l’incontro sia stato preordinato dall’ambiente “barcellonese” allo scopo di eliminare il chirurgo. Per il gip Fanti questa è soltanto un’illazione.

E ancora. La mail inviata il primo giugno del 2005 a una trasmissione televisiva, sempre secondo il documento del giudice per le indagini preliminari, non appare di valenza indiziaria perché anonima e non riconducibile al suo autore. Anche il contenuto sarebbe troppo vago da non meritare, per il gip, alcun approfondimento investigativo.

Irrelavante, inoltre, è il traffico telefonico tra gli ex indagati messinesi perché sarebbe impossibile evidenziare il contenuto delle conversazioni dalle quali desumere elementi utili a ricostruire una causa diversa da quella ipotizzata dal pm della morte di Attilio Manca.

Infine le siringhe. E’ inutile, conclude il documento firmato da Fanti, accertare perché su una delle due siringhe usate per l’iniezione dello stupefacente non ci siano impronte. Qualora ci fossero, precisa il gip, ciò non basterebbe a supporre elementi di “maleficio” sulla morte di Manca. E poi, se l’ipotetico omicida avesse eliminato delle impronte su una siringa non sarebbe così incauto da non fare la stessa cosa anche sull’altra.

Un documento di quatto pagine che chiude dunque le indagini sui cinque siciliani affermando: “Tutto ciò esposto, rileva questo giudicante come gli spunti investigativi prospettati, per quanto suggestivi, non siano meritevoli di accoglimento, apparendo sostanzialmente fondati su illazioni e congetture. S’impone quindi l’archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al pubblico ministero”.

Per quanto riguarda invece Monica Mileti la Procura sarebbe intenzionata ad andare avanti anche se l’udienza preliminare non è stata ancora fissata.


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