(g.f) – Avvio frizzante per le cene in piazza (fotocronaca).
Tanti i viterbesi che ieri sera in piazza San Lorenzo si sono voluti sedere a tavola insieme ai facchini di Santa Rosa, per la prima delle quattro serate in programma.
Tanti, nonostante la temperatura non proprio estiva.
Ma non è il freddo a preoccupare i commensali, perché a scaldarli è sufficiente l’accoglienza che il Sodalizio ha riservato per un’iniziativa che è arrivata al suo decimo anno.
Appuntamento immancabile per divertirsi, ascoltare musica dal vivo, assistere a spettacoli e contribuire alla raccolta fondi, motivo ispiratore di tutta l’iniziativa.
Ovviamente, grande protagonista, come sempre, il cibo, ottimamente preparato dalle signore del circolo Selvaggini di Pianoscarano.
Quest’anno la novità è l’introduzione nel menù delle trofie all’amatriciana.
Andate a ruba e particolarmente gradite al tavolo del comune, con il sindaco Michelini e gli assessori Ciambella, Barelli, Fersini, Saraconi e i consiglieri Bizzarri e Talotta.
Sul palco, a presentare la serata, le giornaliste di Tusciaweb Paola Pierdomenico e Francesca Buzzi, insieme a Annamaria Lupi, Wanda Cherubini e Cristina Pallotta dell’ufficio stampa del comune.
A fare gli onori di casa, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, che ha anticipato il fitto calendario che aspetta i Facchini, dopo le cene: “Il 25 – dice Mecarini – c’è la prova generale per il trasporto, in cui testiamo i vari gruppi, quindi il 27 e 28 avremo le cene tecniche e credo il 29 sarà la volta delle penne sotto Fiore del cielo”.
Quindi il 31 agosto e il primo settembre, le minimacchine. Il 31, poi, i Facchini sono stati coinvolti nell’iniziativa Puliamo la città: “E’ un gesto simbolico cui prendiamo parte volentieri – spiega Mecarini – e riguarda il percorso del tre settembre e le chiese.
Per lanciare un messaggio a tutti i viterbesi perché tutti insieme, teniamo più pulita la nostra città”.
Il sindaco Michelini, sulla macchina di Santa Rosa ha una certezza: “Si merita un riconoscimento internazionale, ma di più al momento non voglio dire.
Quello che si vive la notte del 3 settembre è unico, c’è la bellezza della macchina, ma ciò che apprezzo è la grande umanità che i Facchini riescono a trasmettere e che comunicano a chi li osserva, viterbesi e non”.
Per chi non avesse partecipato ieri sera alla cena, si replica fino a venerdì. Per chi invece ieri era presente, il bis è d’obbligo.
Tra i piatti della serata, il menù prevede spezzatino del facchino e fagioli con le cotiche. Buon appetito.











