(g.f.) – Cene in piazza, decimo anno.
I Facchini festeggiano l’importante traguardo raggiunto con una novità: nel già ricco menù proposto durante le quattro serate, dal 20 al 23, entra anche un primo, trofie all’amatriciana.
Non c’è che l’imbarazzo della scelta.
“Sono dieci anni – spiega il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini – sette a piazza San Lorenzo e speriamo che pure il prossimo potremo essere lì, nonostante i lavori per l’ascensore”.
Dietro ai fornelli, come sempre gli amici di Pianoscarano, insieme ai Facchini, che si occuperanno anche del servizio.
Oltre alle trofie, ci saranno: il 20 e il 23 zuppa di funghi e pignattaccia, il 21 spezzatino del facchino e fagioli con le cotiche, il 22 coda alla vaccinara e trippa al sugo. Naturalmente insieme ad altri secondi, contorni, antipasti e per chiudere in bellezza, cornetti caldi.
Il cibo sarà accompagnato da musica e spettacoli: il 20 zumba e musica dal vivo con i Velka, quindi spettacolo d’arte, il 21 la Barabba’s band e ballerine, il 22 gli Absolute Five e il 23, il gruppo Dejavu con ballerini.
Le serate saranno presentate da giornaliste viterbesi, senza dimenticare come sempre che con i Facchini si mangia, ci si diverte, ma il fine ultimo è la solidarietà.
“Il nostro intento benefico – osserva Mecarini – è sempre al primo posto. Come sempre pensiamo a chi ci sta vicino, dalle suore di Santa Rosa a quelle si Santa Giacinta e ai frati Cappuccini.
Decideremo più avanti a chi destinare il ricavato, ma di sicuro vorremmo anche dare un contributo al centro studi Santa Rosa, col quale realizzeremo una mostra”.
Per Leonardo Michelini si tratta di un debutto da sindaco per le cene e stamani lo ha ricordato in conferenza stampa: “Assisto tutti gli anni al trasporto – ricorda Michelini – anche con amici che vengono da fuori e ogni volta mi fa piacere notare come le emozioni che i viterbesi vivono, sono le stesse vissute da ospiti e turisti.
Questo credo sia un aspetto importante, il fatto che una tradizione tanto importante ci veda tutti uniti”.
Fra i partner delle cene come sempre l’Avis. “Anche quest’anno – ricorda il presidente Mechelli – a chi dona in questo periodo consegneremo un invito a una cena, con un menù speciale, del donatore.
Un modo per passare una serata insieme e ringraziare per aiutarci a risolvere emergenze. Quest’anno si sono già presentate due volte”.


