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“Chi organizza gli eventi e a che titolo utilizza il logo del comune?”

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Luigi Maria Buzzi

Luigi Maria Buzzi

Il sopralluogo del sindaco Michelini a Ferento

Il sopralluogo del sindaco Michelini a Ferento

– E la chiamano cultura…

L’organizzazione dei tre appuntamenti a Ferento ha sollevato dubbi e perplessità fuori palazzo dei Priori e mal di pancia dentro la maggioranza. Ma guai a dirlo e soprattutto a porre domande all’assessore alla Cultura Giacomo Barelli per avere chiarimenti: faziosi. Guai a criticare: nullafacenti.

Rossi di vergogna, allora non resta che chiedere a chi un po’ d’esperienza amministrativa ce l’ha, di spiegare come funziona l’organizzazione di spettacoli da parte di un qualsiasi ente pubblico.

Luigi Maria Buzzi è stato assessore a Turismo, sport, musei, scuola musicale e come vice sindaco si è occupato anche di Cultura, delega mantenuta dall’allora sindaco Marini.

“Si sono presentati in campagna elettorale – ricorda Buzzi (Fratelli d’Italia) – dicendo che la cultura sarebbe stata la punta di diamante della nuova amministrazione, accusando la vecchia di mancata programmazione e d’avere confezionato appuntamenti di scarso valore.

Se questi sono i primi passi, penso che la loro idea di cultura ne esca a brandelli”.

Eppure gli appuntamenti organizzati a Ferento hanno fatto gridare a molti “Viva Viterbo”. “La cosa più ovvia che dovevano fare per fugare ogni dubbio di vicinanza con il movimento d’appartenenza dell’assessore Barelli sarebbe stato quello di dare corso al cartellone estivo e al di fuori inserire questi eventi. Nessuno avrebbe avuto da ridire.

Ma se non si trovano soldi per il cartellone estivo, avviato come tutti gli anni, con cento associazioni che hanno presentato iniziative e che legittimamente aspettano una risposta che a oggi non hanno ricevuto, penso che non si possa rimproverare più di tanto qualcuno a cui viene di pensare male.

La cultura deve essere letta e leggibile da tutti”.

La via scelta dall’amministrazione per sostenere economicamente gli appuntamenti di Ferento è quella dell’acquisizione di servizi. Diverso dal finanziare spettacoli organizzati da associazioni.
“Di solito si presenta domanda per un’iniziativa, segue valutazione dall’assessorato e pure degli uffici, quindi c’è una proposta di delibera da presentare in giunta, viene approvata e da lì partono tutti i vantaggi che all’organizzatore possono derivare.

Dall’utilizzo del logo del comune, all’abbattimento dei costi per l’affissione e comunque un contributo alle spese.

Iter da sempre seguito. Per non parlare di un cartellone d’appuntamenti come quello a Ferento.

Si fa un avviso, dando a decine d’associazioni la possibilità di presentare la propria iniziativa e quindi si forma il cartellone”.

Nel caso di Ferento c’è stato un cortocircuito. Sono usciti prima i manifesti con le date e il logo del comune, di tutto il resto. Hanno cominciato dal tetto.

“Cortocircuito è l’espressione giusta. Perché a fronte dei cartelli non c’è ancora un atto amministrativo. Ancora non è stata pubblicata una delibera d’indirizzo che autorizzi chicchessia a utilizzare il logo”.

E uno spettacolo è già andato in scena. “Poi non si sa bene chi organizza questi appuntamenti. Chi e perché utilizza il logo? Quanto hanno pagato di tassa d’affissione? Il contributo lo ricevono o no? A quanto ammonta?”.

Buzzi non sa che non bisogna fare domande. Annoiano chi sta al comando. E poi, dov’è il problema? Il sindaco Michelini ha detto chiaramente che se i soldi non dovessero bastare, ce li metterà lui di tasca propria e altrettanto farà l’assessore Barelli.
In realtà quest’ultimo non ha pronunciato parola, ma chi tace, si sa, acconsente.

“L’impegno del sindaco a metterci i soldi se non dovessero bastare è semplicemente aberrante. Come fa il sindaco a impegnarsi?

E se per caso domani ci dovessero essere bambini che non potranno entrare negli asili nido perché non è prevista una somma di sovvenzionamento? Pure lì il sindaco s’impegnerà? Non può passare una simile logica”.

Per organizzare una manifestazione, insomma, si deve passare per un bando o un assessore può chiamare direttamente qualcuno? Scusi la banalità della domanda, ma l’essere stato a due sagre della porchetta e una della trippa ha lasciato il segno.
“Dipende. C’è una soglia economica oltre la quale occorre predisporre un avviso. Altrimenti, se si tratta d’importi piccoli, modesti e non certo quelli di cui si parla in questi giorni per Ferento, si può affidare direttamente la realizzazione.

L’iter è sempre quello. Viene presentata l’idea, valutata, si stabilisce il capitolo di bilancio da cui prendere i soldi, quindi si predispone la delibera, passa in giunta, si firma e quindi va votata”.

Giuseppe Ferlicca


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