– Leonardo Michelini, se ci sei, batti un colpo.
Dopo diciannove anni d’amministrazione di centrodestra, a Viterbo vince il centrosinistra, su Michelini si concentrano attenzioni e aspettative. Finora, deluse entrambe.
Mentre a Roma Marino progetta di demolire via dei Fori imperiali, a Viterbo si discute di due spettacoli a Ferento. Se è questo il segno, non è un buon segno.
Come mai non è ancora riuscito a dare un segnale, un indirizzo su quello che sarà il suo operato?
“Io il segnale – spiega Leonardo Michelini – lo voglio dare su punti concreti. Non posso mettere in piedi la sceneggiata della chiusura al traffico in centro e dire che è quello il segnale forte, tanto per dire.
Valorizzare e riaprire Ferento, questo è un punto qualificante. Non il solo. Ci sono tante situazioni da mettere in piedi per far nascere nei viterbesi speranze per una ripresa della città nonostante la crisi.
Sto notando che diversi operatori economici di Viterbo, ma non solo, stanno puntando sulla città a livello turistico, ci sono progetti d’investimento. Non so se derivino dal cambio d’amministrazione, ma è comunque un fatto che mi sorprende positivamente”.
Questo sarebbe un segnale, ma che arriva da altri. Il segnale del comune, sul centro storico, invece?
“Va allargata la visuale. A me interessa molto l’asse che va da porta Romana, piazza Fontana grande, via Cavour. Non solo la parte medioevale, ma anche quella relativamente recente e comunque importante.
Sto immaginando di riaprire l’ex tribunale con alcune attività e uffici”.
L’intera piazza Fontana grande e la fontana hanno bisogno d’attenzione.
“Ho fatto un sopralluogo con i tecnici.
Intanto toglieremo quattro posti auto attorno alla fontana e troveremo il modo di realizzare una zona di rispetto nella parte in cui passano le macchine, vedremo il modo migliore.
La piazza è in basolato di peperino, conserva le pietre originali. In tutto ci saranno nemmeno diciotto posti auto, è giusto che sia pedonalizzata, togliendo la sosta alle auto.
Ho visitato la ex aula della corte d’assise. In un’altra città chissà cosa non ci farebbero con simili locali. Oggi c’è una mostra in corso, va bene, ma andrebbe maggiormente valorizzata.
Serviranno finanziamenti europei, ma in ogni caso vogliamo muoverci su un progetto unico, complessivo, un’idea globale e su questo chiedere i fondi.
Sistemando questa zona, apriremmo un’asse che collega Porta romana a piazza del Comune in modo omogeneo.
Riapriremmo in questo modo una parte della città che ora è più isolata nei percorsi da parte dei visitatori. Crescerebbe in questo modo l’area d’interesse turistico.
Non solo la pur bella zona medioevale”.
La precedente amministrazione vi ha lasciato in eredità il pacchetto dei progetti Plus.
“Ragionandoci sopra, forse la città non li conosce bene e temo che nemmeno il consiglio comunale ne abbia piena contezza.
Mi auguro che si possano fare variazioni in termini di minor impatto ambientale rispetto alle iniziative che interessano valle Faul.
Appena alle ditte saranno assegnati i lavori, vedremo”.
I buoni propositi ci sono, vanno messi in pratica, ma prima ancora organizzati.
“Quando arriveremo ai cento giorni, spero d’avere tracciato un’idea della città che finora forse non è è stata definita troppo bene, probabilmente neanche da noi. Attraverso progetti e azioni.
Non faremo le stesse cose già viste, faremo cose diverse, mi auguro positive. E’ una scommessa”.
Le idee volano: “Mi chiedevo perché non un aeroporto turistico a Viterbo. Intendo un’infrastruttura leggera, che porti gente realmente interessata al territorio e a soggiornarvi, non uno scalo di servizio a Roma e che per ora mi pare abbia perso consistenza.
Penso a un aeroporto in grado di far atterrare ad esempio Atr70, con persone in arrivo dall’Italia o altri paesi, ma che si fermino a Viterbo, punto d’attrazione territoriale, un tutt’uno con realtà limitrofe, come Siena, tutto il nord Lazio e Civitavecchia. Per sfruttare le nostre potenzialità turistiche.
Tutte queste cose le metteremo a punto dopo Santa Rosa”.
Giuseppe Ferlicca
