![]() Macchina di Santa Rosa – La consegna dei ciuffi |
– Sono più di cento fuori dalla chiesa della Pace. Ciuffi, spallette, leve, stanghette e cavalletti. Tutti aspettano di ricevere gli strumenti che useranno la sera del Trasporto di Fiore del Cielo (gallery * video).
Per file vengono chiamati uno per uno. Il capofacchino Sandro Rossi li guarda con attenzione. Ne studia la corporatura e li fa disporre spalla a spalla per controllarne l’altezza.
Proprio l’altezza dal punto di portata stabilisce la formazione. Un’operazione quasi scentifica che viene fatta con un simulatore. Nulla è lasciato al caso. Sui lati sono posizionati i facchini più alti per ogni fila, mentre quelli più bassi sono al centro. Uno schema studiato per permettere di seguire la forma a schiena d’asino della strada in alcuni punti del percorso.
Percorso che quest’anno subirà una variazione importante. Per la prima volta nella storia del Trasporto, oltre alle tradizionali girate a piazza del Comune, ne sarà fatta una anche a piazza del Teatro.
E per questo è prevista una nuova sosta in più. La macchina, infatti, si fermerà all’altezza della chiesa di Sant’Egidio al Corso per posizionare i cavalletti e permettere ai facchini di riposarsi pur restando sotto la macchina. Una breve pausa di un paio di minuti per consentire l’inserimento delle spallette aggiuntive e prepararsi alla girata. Poi tutto d’un fiato la salita fino alla chiesa di Santa Rosa.
Rossi definisce i dettagli tecnici. Gli occhi sono puntati su di lui e su Massimo Mecarini. L’attenzione è alta, quasi quanto la devozione per Santa Rosa. A meno di due settimane al trasporto la voglia di fare bene è tanta. Rossi è severo e come un padre spesso richiama i suoi ragazzi. Non ammette distrazioni, tentennamenti e ritardi. I facchini lo seguono in ogni movimento.
Dopo la consegna dei ruoli, a prendere la parola è il presidente del Sodalizio Mecarini. E’ lui a introdurre Benito Laezza che, visibilmente commosso, annuncia il suo abbandono. La squadra lo saluta con un lungo applauso e strette di mano.
Poi il costruttore Vincenzo Fiorillo spiega le novità dell’illuminazione. “Ci sarà un faro sopra la testa della Santa – dice Fiorillo – e sarà comandato a distanza. Poi ne avremo altri e due sulla base per rendere la macchina ancora più luminosa. La grande novità di quest’anno però è il colore bianco. Per l’ultimo trasporto di Fiore del cielo, volevamo fare qualcosa di particolare per la città”.
Quindi Mecarini ha ricordato tutti gli appuntamenti che aspettano i facchini prima del 3 settembre: dalle cene tecniche del 27 e 28 agosto, alle prove di illuminazione. Dalla visita al reparto di Pediatria dell’ospedale Belcolle, alla vestizione fino al raduno prima del trasporto che quest’anno sarà al teatro San Leonardo e non alla sala del Conclave.
Dopo la serietà, un po’ di festa con i facchini che accolgono le nuove reclute. Quest’anno sono cinque: Tommaso Brunotti, Michele Cleri, Marco Ferretti, Andrea Paesani e Matteo Porcorossi.
Tutti si sono presentati esprimendo la gioia e l’orgoglio per essere entrati a far part di questa squadra. I facchini li riprendono, li stuzzicano e li provocano. Nell’aria c’è allegria. Per loro arriva quindi il momento di intonare la canzone dedicata alla piccola patrona. In coro iniziano a cantare e, con loro, i facchini iniziano a battere a tempo le mani per incoraggiarli.
Sandro Zucchi, invece, facchino dal ’74 al ’90, si aggiunge agli altri medici che seguiranno il trasporto.
Prima di salutarsi, Mecarini fa un cenno a Bruno Mammolo, storico facchino scomparso ieri mattina e che sarà ricordato nelle girate. Il presidente del Sodalizio ha quindi portato i saluti del “presidentissimo” Nello Celestini che, infortunatosi proprio in questi giorni, non ha potuto seguire le cene e i raduni della squadra.
Il capofacchino Rossi, quindi, manda a votazione la decisione dell’ulteriore girata a piazza del Teatro. “La Macchina la portate voi – ha detto Rossi – e quindi è giusto che diciate la vostra”. I facchini non si sono tirati indietro e tutti insieme hanno espresso il loro accordo.
Definiti i dettagli, arriva il momento di sciogliere le fila. Rossi, però, chiede ai suoi ragazzi un altro sforzo. Gli ultimi minuti sono per il tradizionale grido che da sempre carica i facchini. “Evviva Santa Rosa”, tuona Sandro Rossi. “Evviva, evviva, evviva!” è la risposta vibrante e unanime dei facchini.
Un altro passo è fatto per arrivare al fatidico e atteso trasporto che il 3 settembre riempirà le vie di Viterbo.
Paola Pierdomenico














