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Il metodo Ciarrapico contro Angelucci e Camilli

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Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Piero Camilli

Piero Camilli

Roberto Angelucci

Roberto Angelucci

Due esempi applicati di metodo Ciarrapico: Piero Camilli e Roberto Angelucci.

I due imprenditori sono finiti entrambi nel tritacarne di Paolo Gianlorenzo. Il giornalista è indagato per l’uso sistematico della macchina del fango. Cumuli di articoli denigratori per ottenere qualcosa dai bersagli prescelti. Per la Procura di Viterbo è tentata estorsione.

Da Angelucci, Gianlorenzo avrebbe voluto un posto di direttore al “Nuovo corriere viterbese” o da giornalista a “Libero”.  Camilli, invece, con il suo no alla centrale a biomasse a Grotte di Castro aveva pestato i piedi agli interessi degli editori di Gianlorenzo. Ma, in vista del congresso del Pdl, il sindaco di Grotte poteva rivelarsi un buon alleato contro il bersaglio preferito del giornalista, Francesco Battistoni.

La registrazione della concitata riunione di redazione dell’agosto 2011 e le intercettazioni che seguono mostrano in dettaglio come funzionava il cosiddetto metodo Ciarrapico, dal nome del senatore mentore di Gianlorenzo. Prima l’assedio. Poi la tregua. Alle manganellate mediatiche seguivano lusinghe e pacche sulle spalle. Ma solo se il “nemico” accettava di aprirsi a qualche concessione. In caso contrario, la macchina del fango continuava.

La registrazione della riunione di redazione è emblematica: Gianlorenzo mostra tutta la sua acredine contro Camilli e Angelucci. Nel primo caso, cerca “qualcosa per ammazzarlo”, nel secondo “documenti” per dare “il colpo di grazia” al “Nuovo corriere viterbese”. Le intercettazioni, invece, appartengono alla seconda fase del piano: “fattelo amico, Ciarrapico docet”.


La riunione di redazione dell’11 agosto 2011

Paolo Gianlorenzo: Abbiamo trovato gente che abbiamo aiutato e supportato che ce lo ha messo bellamente nel culo, come quel figlio di puttana. Spero che possa morire presto non di morte naturale, ma l’ammazzasse qualcuno, tipo Piero Camilli che è un bastardo, un truffatore che ha fottuto ai nostri editori 250mila euro.

Imparate a conoscere i nostri nemici. Battistoni è un nostro nemico, però bisogna sta equilibrati perché ce po fa’ male. Non possiamo prende i soldi delle pubblicità eventualmente dalla Regione. Piero Camilli è un bandito nostro nemico e se possiamo ammazzarlo, e se qualcuno c’ha la possibilità di trovare qualcosa per ammazzarlo, portatemelo a me. Se ci troviamo in questa situazione è perché il signor Piero Camilli c’ha truffato 200 mila euro.

Perché c’erano degli interessi ovviamente degli editori. Perché Caracciolo non è uno che c’ha messo 120 mila euro fino a oggi perché ci vuole bene. Che cazzo gliene frega.

Viviana Tartaglini: Ferdinando sì, Caracciolo no.

Paolo Gianlorenzo: Ferdinando ha messo de saccoccia sua e c’ha aiutato. Caracciolo non li volle mette perché l’impegno che aveva preso Camilli con Caracciolo di fare una centrale su a Grotte l’ha portato avanti, ha venduto i terreni, e la domestica, e la cugina, e la zia di Montalto, è venuto l’avvocato Enrico Verdicchi a fa’ i compromessi, ha venduto i terreni. Ieri, la conferenza dei servizi della Provincia: “Mi dispiace. Nun se po’ fa più niente. Fateme causa. Ho cambiato idea”. Però abbiamo scoperto perché ha cambiato idea. Ha cambiato idea perché giustamente ha trovato chi gli dà più soldi. Quindi fa un bruciatore delle carcasse degli agnelli che ammazza lì ad Acquapendente.

E io adesso, visto che lui s’è comportato così, che poi fondamentalmente un bandito lo so’ sempre stato ma me so’ sempre trattenuto, adesso gli vado a fare le pulci a Grosseto, dove a Grosseto si comporta come un bandito.

E se Piero Camilli non è mai diventato presidente della Viterbese è… Siccome la gente non ce vo’ annà più carcerata… non l’hanno fatto arrivare. Cose che invece a Grosseto gli consentono pe’ fa’ la serie B. Cominciamo a trovà tutto quello che c’è e cominciamo a vedè chi so’ i nostri nemici.

Ritorno a bomba sul discorso del Nuovo Corriere Viterbese. Se riesco… non so come fare… però ce devo provà. Se riesco a entrà in possesso di alcuni documenti, damo il colpo de grazia al Nuovo Corriere Viterbese. Colpo de grazia al Nuovo Corriere Viterbese perché Angelucci sta perdendo tra gli 80mila euro al mese. E’ al collasso. Siccome so’ al collasso serve il colpo di grazia. Quello è compito mio trovà i documenti per’ potè provà a dà il colpo de grazia.

Perché se riusciamo a dà il colpo de grazia a loro, improvvisamente io non dico che su 900 copie che vendono loro le pigliamo tutte e 900 noi, ma ne possiamo prende 200, 250, che sopra quei 240, 250 abbonamenti che andiamo a vende, so’ 500 copie, so’ 500 euro in più al giorno. Perché non dobbiamo rischià. Noi da morti de fame che siamo, possiamo diventà ricchi.


5 marzo 2012, ore 14,10 – intercettazione
Gianlorenzo tenta “l’operazione di mediazione bancaria” con Camilli, tramite un collega lo vorrebbe incontrare

P: Paolo Gianlorenzo
C: Collega

P: Senti ‘na cosa… (ride)… senti ‘na cosa, sarebbe il caso…

C: Eh!

P: …che facciamo un’operazione diciamo di eh intermediazione bancaria… dovresti senti’ un attimo Piero Camilli, trova il modo de de avvicinallo e gli dici ma guarda che tutto in mezzo a ‘sto casino eh Paolo è dispiaciuto di tutto quello che è successo eh… perché non ci incontriamo che te deve pure di pure un sacco de cose te vole… te vole parla’ un po’ de cose cerchiamo de medià stà cosa, siccome il 18 c’è il congresso…

C: Uh!

P: …e Battistoni sarà un uomo morto…

C: Uh…

P: …capito? Però… voglio di’ non è che se dovemo taglià i ponti con tutti no, cercamo de recuperà da do se po’ recupera’ poi alla fin fine io contro de lui non c’ho niente, lui è tipo furioso lì per lì ma poi alla fine gli passa…

C: Sì sì.

P: …no…

C: …so convinto anch’io.

P: …che gli passa, allora tu gli dici eh Paolo m’ha detto dice ma perché non se incontramo famo pace di qua e di là perché alla fine eh sta situazione…

C: …non conviene a nessuno.

P: …non conviene a nessuno e poi è una cosa… sono equivoci sorti soprattutto dal fatto che non vi siete parlati e non vi siete spiegati perché se tu lo chiamavi e gli dicevi come cazzo te sei permesso a dire determinate cose sul mio conto vedrai che lui ti avrebbe dato una spiegazione credibile, non t’avrebbe detto una cazzata capito?

C: Era quello che avevo provato a dirgli.

P: Eh! Però adesso mi pare che sia il momento de… visto pure la situazione del giornale come va, che stamo annà alla  alla grande stamo a vende un sacco de copie e ‘sta cosa pesa su le cose tu trova il modo un attimino de chiamallo o gli fai sonda’ il terreno da la tu’ moje oppure pie parti ci vai proprio direttamente…

C: …no, io lei non ce la voglio mette in mezzo…

P: …allora non ce la mette in mezzo tu la… la chiami se ti dice l’omo stà giù tu con la scusa che vai a trovare a lei pie e gli imbocchi dentro all’ufficio.

C: Uh

P: …perché poi dopo gli devo…

C: (ride)

P: …perché poi dopo gli devo di gli devo di’ realmente cose importanti eh? Tu già m’hai capito.

C: Ah ho capito ho capito ho capito

P: Eh ok

C: Va bene va bene va bene ciao

P: giocatela tu, giostratela bene e cerca de fallo con autorevolezza e non ti fare intimorire eh se lui la butta in…

C: …no ma io la persona… la persona adatta per l’intermediazione da questo punto di vista perché non poi entrare su e andare in ufficio perchè nessuno ti fa passare, ma non è questo il problema nel senso io posso chiamarlo però la persona adatta dal punto di vista dei rapporti interpersonali era Enrico ora invece ultimamente c’ha avuto una cosa tipo che non se fida più de nessuno e tanto meno dell’avvocati […]. L’ho da incontrà è la meglio cosa.

P: …o lo incontri e gli dici dobbiamo parla’ perché qui primo c’è da mette… c’è da sotterrà l’ascia de guerra non perché non conviene a nessuno perché non c’ha motivo d’esiste, io non c’ho niente contro de lui nel vero senso della parola a me non me frega assolutamente un cazzo capito? Però ne sta situazione così è preferibile lui amico che nemico capito che ti voglio di’? Quando tu…

C: …ma certo… ma certo…

P: …l’amico sai non lo puoi ammazza’, fattelo amico. Ciarrapico docet. Io non c’ho nessun interesse a metteme a fa la guerra con lui perché lui…

C: …ma certo che senso c’ha…

P: …dopo se si incaponisce a costo de squaià l’impero ma te fa la guerra finché non sei morto capito? E lui…

C: …ma lo saprò…

P: …e lui se lo po’ permette e noi ci giochiamo d’astuzia con diplomazia e andiamo a porta’ sul piattino d’argento determinate cose che a lui gli faranno di un comodo straordinario.

C: Va bene…

P: Ok?

C: Va bene, va bene, ve bene.

P: Ciao

C: Grazie ci aggiorniamo


 14 febbraio 2012, ore 10,28  – intercettazione
Gianlorenzo cerca di convincere un giornalista che lui è una persona seria, per mediare con Angelucci

P: Paolo Gianlorenzo,
G: Giornalista

P: Io per oggi ancora mi mantengo con una linea di basso profilo, perché tanto per me voglio dire… per me Angelucci non è un nemico quindi a me di Angelucci fondamentalmente non me ne frega un cazzo […]

G: Um, um

P: […] non me ne frega un cazzo di loro, perché il male non sono loro, quello lì serve soltanto agli altri per cercare di buttare eh… spargere merda come il sale per cercare di prendere tutti e di mettere tutti dentro lo stesso calderone ma per me così non è capito? Io faccio informazione […] a me di Roberto Angelucci che cazzo mi frega anzi io so rimasto… so rimasto pure basito quando ho visto che c’era l’ordinanza di arresto, c’era l’ordinanza d’arresto che è stata respinta da Fanti.

G: Uh uh

P: Io comunque vabbè ripeto, Roberto continua  a vedermi come un oggetto misterioso, ancora non ha capito come sono fatto io, io sono una persona seria, io sono una persona seria e tu lo sai che io sono serio io sono una persona leale, non sono un quaqueraqua, non sono un giornalista da strapazzo io sono un giornalista serio capito?

G: Va be mo ci parlo…


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