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Lotta al femminicidio, ci auguriamo massima tutela e tempestività

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Fosca Mauri Tasciotti

Fosca Mauri Tasciotti

Riceviamo e pubblichiamo – “Finalmente il governo ha approvato un decreto capace di tutelare le donne vittime di violenza, con pochi articoli chiari e puntuali che evidenziano la volontà di intervenire concretamente per contrastare il fenomeno del femminicidio. Quello che ci auguriamo è che quanto disposto ottimamente sulla carta si traduca in un’adeguata tempestività d’applicazione”.

Fosca Mauri Tasciotti, presidente di Confartigianato Donne Impresa, commenta l’approvazione del nuovo decreto legge anti femminicidio, appoggiando in toto le disposizioni del testo.

Il governo, con l’attuazione di una serie di misure contro questo fenomeno deviato che, soprattutto nell’ultimo periodo, ha visto un incremento notevole del numero di episodi, ha dimostrato l’intenzione risoluta di arginare quanto più è possibile i casi di violenza sulle donne e, in caso di violenza assistita, sui minori.

“A differenza delle norme precedenti al decreto appena approvato – sottolinea la presidente Tasciotti –, ci troviamo dinnanzi a uno strumento che mette a disposizione tutte le armi utili per fronteggiare il femminicidio. Fondamentale è non lasciare sola la vittima e, al contrario, formare una rete di sostegno che, dagli agenti di polizia ai servizi di assistenza sociale, sia in grado di supportare la donna in ogni momento dell’iter pre e post processuale. Questo inevitabilmente si traduce in tempestività dei tempi e preparazione delle parti coinvolte”.

Arresto obbligatorio in flagranza di reato di stalking o maltrattamenti familiari; autorità degli agenti, in caso di pericolo per la donna, di cacciare fuori di casa il coniuge violento; irrevocabilità della querela da parte della vittima; pene aumentate di un terzo nel caso di violenza assistita (quando cioè uno o più minori assistono agli episodi) e nei casi in cui la vittima sia incinta.

Questi sono alcuni dei punti sostanziali previsti dal decreto legge, ai quali vanno ad aggiungersi le disposizioni specifiche all’ambito processuale: tra queste ricordiamo la previsione di una corsia preferenziale per i procedimenti per femminicidio, il gratuito patrocinio a prescindere dal reddito della vittima e la possibilità di testimoniare in forma protetta.

“In questi 12 articoli – conclude Fosca Mauri Tasciotti – è contenuto il metodo efficace per tutelare le vittime di violenza e i loro figli, sempre più spesso utilizzati come tramite per colpire le madri. La certezza della pena è il primo deterrente efficace contro questo genere di atrocità e deve essere supportato da un’applicazione immediata della misura punitiva, perché il tempo è una variabile fondamentale. Finalmente lo Stato si è proposto in prima linea per combattere il femminicidio, garantendo alle vittime la massima tutela”.


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