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“Ordinanza antialcol del sindaco inutile”

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Davide Antonelli, Enrico Callea, Chiara Frontini, Marco Metelli

Daniel Antonelli, Enrico Callea, Chiara Frontini, Marco Metelli

Enrico Callea e Chiara Frontini

Enrico Callea e Chiara Frontini

Davide Antonelli, Enrico Callea,

Daniel Antonelli ed Enrico Callea

La conferenza di Viterbo Venti venti

La conferenza di Viterbo Venti venti

Marco Metelli

Marco Metelli

(g.f.) – Movida notturna, residenti e commercianti del centro storico, una convivenza non facile, che l’ordinanza antialcol emanata a inizio estate dal sindaco Leonardo Michelini non ha aiutato.

Anzi, è stata inutile e i problemi sono ancora lì. Nelle vie del centro storico.

“Ha avuto un impatto nullo – spiega Chiara Frontini (Viterbo 2020) – perché non risolve il problema, impone solo restrizioni, senza dare risposte.

Il giovane che decide di ubriacarsi, magari lo fa a casa e poi esce, oppure acquista altrove le bevande. E i disagi restano.

Non è questo il sistema per risolvere la situazione. Occorre stringere un patto con la città”. Come quello predisposto da Viterbo 2020.

“Patti chiari movida sicura” è un progetto che il movimento vuole far conoscere ai diretti interessati, dagli abitanti ai commercianti, passando per i giovani che vivono il centro storico e ovviamente l’amministrazione comunale, che poi dovrà dotarsi dello strumento.

“E’ una proposta di lavoro – spiega Chiara Frontini – da usare per riprendere il filo della discussione, un punto di partenza”.

Anche perché il tavolo di concertazione fin qui è stato poco concertato.

“La movida non va percepita come un problema, ma come opportunità economica e per vivacizzare il centro storico. Ecco perché occorre insieme arrivare a regole condivise”.

L’idea di Viterbo 2020 parte da uno studio e sulla scorta d’esperienze simili in città come Firenze o Brescia.

Si va dall’istituzione degli addetti alla clientela, che si preoccupano di far rispettare le norme, evitando fenomeni di disturbo, alle modalità di somministrazione bevande in bicchieri di plastica con il logo dell’esercizio.

Si paga una cauzione che ritorna indietro una volta restituito il bicchiere. Gli esercenti s’impegnano a mantenere pulita l’area circostante l’attività e spetta al comune quella generale, dopo la chiusura.

I servizi igienici devono essere garantiti dai locali, per evitare toilette all’aperto, mentre è prevista una sorta di patente a punti per premiare i comportamenti virtuosi degli esercenti che aderiscono.

Si parte da venti punti che si possono perdere se non si ottempera alle norme previste, fino all’applicazione di sanzioni accessorie.

Punto qualificante è la lotta all’abuso dell’alcol. “Vogliamo garantire ai giovani la vivibilità del centro storico – dice Enrico Callea di Viterbo Young – vivendo la notte responsabilmente, partendo dalla sensibilizzazione sul fronte alcol.

Chiediamo di evitare le offerte speciali, tipo shortino a un euro e in generale gli esercenti si dovrebbero impegnare a a praticare prezzi che non si discostino dalle medie nazionali”.

La durata del patto, come ricorda Marco Metelli, avrà una durata di un anno, con la possibilità di rinnovarlo: “Puntiamo – osserva Metelli – a consentire ai residenti di dormire e agli esercenti di lavorare.

Al tempo stesso, per chi abita in centro vorremmo che la mattina si possa svegliare in una città pulita”.

Il progetto adesso sarà consegnato a commercianti e residenti, con lo scopo di condividerlo il più possibile e insieme verrà chiesto di compilare un questionario, per capire meglio le esigenze di chi vive il centro storico.

Sabato sera a piazza san Carluccio, intanto, è in programma un’iniziativa su Patti chiari movida sicura, proprio nel cuore del centro storico.

Alla conferenza stampa in comune c’erano anche Sabrina Manfredi, Alessandro Golino e Daniel Antonelli.


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