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Parlare di mafia per forgiare una cultura della legalità

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Riceviamo e pubblichiamo – “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tale ha un inizio e avrà anche una fine”.

Sono le bellissime parole di Giovanni Falcone un magistrato geniale e un grande uomo, ucciso ventuno anni fa dalla mafia a Palermo.

Alcuni giorni or sono ad Acquapendente si è svolta una bella iniziativa in biblioteca, promossa dall’associazione politica e culturale “Le Campanelle” della quale faccio parte: “La mafia a Viterbo, una città sotto assedio” che è il titolo del libro di Daniele Camilli alla sua seconda edizione, con la presenza dell’autore e di importanti relatori: Simona Ricotti, vicesegretaria regionale dell’associazione contro l’illegalità e le mafie Caponnetto; Miranda Perinelli segretaria provinciale della Cgil di Vierbo; Bruna Rossetti presidente delle Confcooperative di Viterbo; Moderatore Massimo Pelosi presidente dell’associazione.

Sono stati toccati temi molto delicati, ma molto importanti e insidiosi nella nostra zona, anche per la vastità del nostro territorio di margine e crocevia di transiti; ancora abbastanza vergine dal punto di vista ambientale, ma di estrema fragilità sociale e per questo più facilmente preda delle infiltrazioni malavitose, che trovano oggi con più facilità penetrazione per la difficile situazione economica e anche per l’allentamento di quella cultura della legalità rivolta a forgiare una coscienza civica, vigile e partecipativa.

A partire dalla presentazione dettagliata dell’iniziativa da parte di Massimo Pelosi a quella molto bella del libro, da parte di Daniele Camilli e degli interventi delle relatrici, l’iniziativa si è dimostrata interessantissima e scorrevole, peccato un po’ compressa per motivi di tempi, considerato che quel giorno ad Acquapendente erano in programma altre iniziative e non si è potuto dare spazio al dibattito.

E’ potuto intervenire solamente il sindaco Alberto Bambini, quale patrocinatore dell’iniziativa e per portare i saluti dell’amministrazione comunale.

Anna Maria Meaccini

 


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