– Antonio Pasquini pensa al giudizio abbreviato.
Il funzionario di banca arrestato per usura dovrà scegliere come affrontare il processo a dicembre.
Per lui e per l’immobiliarista Daniele Califano, il pm Fabrizio Tucci ha voluto il rito immediato. Dibattimento subito. Senza passare dal via dell’udienza preliminare.
Un processo-lampo dopo le indagini serrate dell’operazione “Senza tregua”, che hanno portato a vedere in Pasquini e Califano gli artefici di un giro di usura radicato. Che avrebbe mietuto vittime soprattutto tra gli imprenditori in difficoltà.
Pasquini ha quindici giorni di tempo per scegliere la sua strategia di difesa. Al momento, il suo legale Massimo Boni intravede una sola strada: prendere le distanze da Califano per far passare forte e chiaro il concetto che le due posizioni sono separate. E in quanto tali, meritano due processi distinti.
“Il rito abbreviato ci darebbe questa opportunità – afferma l’avvocato Boni -. La posizione di Pasquini verrebbe stralciata e passerebbe davanti al gup. Questa scelta sarebbe sin da subito indicativa della nostra linea di pensiero: Pasquini va giudicato autonomamente da Califano perché non c’entra niente con i suoi traffici”.
Il funzionario di banca è accusato di aver attirato imprenditori in difficoltà per “darli in pasto” all’immobiliarista, che si sarebbe occupato di erogare i prestiti e recuperare i crediti maggiorati dagli interessi. Pasquini avrebbe fatto tutto dal suo posto di lavoro, che gli consentiva di venire giornalmente in possesso di informazioni riservate sulla liquidità dei correntisti della sua banca. La preda più facile sarebbero stati gli imprenditori in difficoltà. Adescati da Pasquini e strozzati da Califano, stando al quadro accusatorio. Che, però, per la difesa di Pasquini sembra “debole”.
“L’impressione è che le prove raccolte non siano così solide come si voglia far credere – dichiara Boni -. Aspettavamo da settimane questo decreto di giudizio immediato. Finalmente, l’indagine è chiusa e possiamo avere copia di tutti gli atti. Dovremo leggerli attentamente prima di fare qualsiasi valutazione. Ma, al momento, la possibilità di un rito abbreviato, magari condizionato alla produzione di documenti, sembra la soluzione ideale per Pasquini. Il tempo non ci manca. In queste settimane io e il mio collega Dell’Anno leggeremo e decideremo”.


