![]() Stefano Vignati con Ramin Bahrami
![]() Stefano Vignati con Ramin Bahrami ![]() Il concerto di Ramin Bahrami alla chiesa della Verità ![]() Ramin Bahrami ![]() Stefano Vignati ![]() Il concerto di Ramin Bahrami alla chiesa della Verità ![]() Il concerto di Ramin Bahrami alla chiesa della Verità |
-Ramin Bahrami illumina il ferragosto viterbese.
E’ tornato dopo un anno. Non è cambiato. Inconfondibile nel suo abito scuro, il pianista iraniano ha suonato con la stessa passione e intensità della precedente edizione del festival. Ma con una novità (fotocronaca).
Chi si aspettava di ascoltare i brani di Bach, di cui Bahrami è grande interprete, si è dovuto ricredere. Stavolta, infatti, il pianista si è lanciato in una nuova sfida, scegliendo di suonare Mozart.
L’occasione è stato appunto il tradizionale concerto di Ferragosto nell’ambito della settima edizione del Tuscia operafestival. Un debutto che non ha deluso i numerosi spettatori raccolti nella chiesa della Verità .
Ad aprire la serata, la sinfonia 41 di Mozart, eseguita dall’orchestra sinfonica del Tuscia operafestival e del progetto “Gioventù all’opera 2” che ha riscaldato l’atmosfera.
E’ arrivato dunque il momento di Bahrami. Il musicista è entrato facendosi spazio tra gli orchestrali e ha preso posto. Ha osservato e sfiorato il piano, attendendo il momento per iniziare a suonare.
Completamente assorto nella musica, Bahrami ha dato grande prova di versatilità nelle nuove vesti e ha rapito lo sguardo del pubblico intento a osservarlo nei suoi movimenti sulla tastiera.
Ad accompagnarlo il maestro Stefano Vignati che ha diretto l’orchestra con la passione e il trasporto di sempre.
Tutt’uno con il suo strumento, Bahrami è riuscito a dialogare in perfetta armonia con l’orchestra, interpretando ogni nota con le mani e con il corpo.
A conclusione del concerto numero 20, l’artista ha staccato di scatto le mani dalla tastiera, alzandole verso il maestro Vignati che ha quindi abbracciato.
Un gesto particolarmente apprezzato dal pubblico così come l’intera esecuzione.
Rientrato in sala, Bahrami ha interpretato una personale trascrizione della Marcia persiana di Strauss, dedicandola “alla splendida città di Viterbo e ai suoi talentuosi musicisti”.
Non è mancato un omaggio a Bach. L’ultimo regalo dell’artista iraniano, infatti, è stata un’aria tratta dalle Variazioni Goldberg che ha voluto eseguire per “conciliare meglio il sonno”, come lui stesso ha detto nel presentare il brano. E proprio l’ultima nota ha fatto partire un lungo applauso che lo ha salutato.
Soddisfatto il maestro Stefano Vignati che ha curato i dettagli del festival supportato dal suo staff. “Abbiamo chiuso in bellezza – ha detto il direttore artistico -. E’ forse uno dei concerti più belli stagione, non solo per la bravura di Bahrami, ma anche per la sintonia che si è creata con l’orchestra durante le prove. C’è grande entusiasmo da parte di tutti e questo ci permette di lavorare dando il meglio”.
Vignati ha già lo sguardo proiettato al 4 settembre, quando dirigerà l’accademia barocca di Santa Cecilia. “Sarà un’uscita speciale per l’accademia che di solito non ne fa – ha detto -. Ne verrà fuori un cd inciso con la casa discografica e che avrà distribuzione mondiale. Esporteremo il marchio del barocco fuori dai confini nazionali. Un’opportunità per Viterbo di mettersi in mostra per le sue bellezze dato che registreremo proprio all’interno della chiesa della Verità “.
Il pensiero va anche alla prossima edizione del festival. “Sarà dedicata ai diritti umani – ha concluso Vignati -. Le idee sono tante, ma non c’è ancora nulla di definito. Speriamo di lavorare con il supporto delle istituzioni. In questi sette anni, ci siamo impegnati con grande serietà. Abbiamo messo in campo tutte le nostre forze e continueremo a farlo per il futuro”.
Ad assistere al concerto anche l’assessore alla Cultura del comune Giacomo Barelli.
Paola Pierdomenico







