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Rimpatriata la “banda degli specchietti”

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Una pattuglia dei carabinieri

Beccata e rimpatriata la “banda degli specchietti”.

I carabinieri di Tarquinia hanno identificato i presunti autori di truffe a danno di automobilisti.

Si tratterebbe di tre siciliani, originari della provincia di Catania: le due donne di 23 e 45 anni D.G.M. e R.R. e il 46enne D.D.A..

Dalle decine di segnalazioni giunte in caserma durante l’estate i militari hanno ricostruito il modus operandi della banda, che consisteva nell’inscenare incidenti d’auto. Tutti dalle conseguenze lievi: al massimo specchietti danneggiati. Ma specchietto oggi, specchietto domani, a forza di rimborsi da 200 euro l’uno, il gruppo sarebbe arrivato a incassare più di qualche migliaio di euro. Gli automobilisti, del resto, per non vedersi aumentare l’assicurazione, preferivano chiudere subito con un risarcimento rapido e indolore.

Ma tutti quei piccoli incidenti così simili, al lungo andare, sono risultati sospetti. Come sospetto era anche il fatto che le vittime guidavano sempre una Fiat Seicento grigia o una Peugeot 106 dello stesso colore.

I carabinieri di Tarquinia li hanno pizzicati dopo l’ennesima segnalazione. Prima sono arrivati alle due donne, sorprese a suonare ai campanelli delle vittime. Poi hanno rintracciato l’uomo sul litorale, mentre ordiva l’ennesimo tranello, dopo aver parcheggiato in strada la Seicento.

I tre, accampati su un camper a Civitavecchia, sono risultati gravati da precedenti per truffe analoghe e furti. Denunciarli non è stato possibile: a parte le tante segnalazioni arrivate in caserma, nessun cittadino ha formalmente sporto querela. Elemento indispensabile per procedere per truffa. 

La banda è stata rispedita in Sicilia con un foglio di via. Per i prossimi tre anni non potranno mettere piede nel Viterbese.

Intanto, è scattata la caccia ai complici e a quella Peugeot 106 grigia della quale, al momento, non c’è traccia.


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