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Ritrovati denti d’elefante estinto centinaia di migliaia d’anni fa

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Ritrovati a Castel Cellesi i resti di una mandibola di Elephas antiquus

Ritrovati a Castel Cellesi i resti di una mandibola di Elephas antiquus

– Ritrovati a Castel Cellesi i resti di una mandibola di Elephas antiquus. Sul posto Paul Mazza – Dipartimento Scienze della terra dell’Università di Firenze.


A seguito della segnalazione, da parte di Antonio Melani, della presenza di alcuni resti fossili di Elephas (Palaeoloxodon) antiquus in località Castel Cellesi (Bagnoregio), il 30 luglio 2013 mi sono recato sul posto per prendere visione dei reperti rinvenuti e per effettuare un sopralluogo nella zona di rinvenimento.

Gli esemplari che mi sono stati mostrati sono vari frammenti riconducibili ad una mandibola di un individuo adulto di età avanzata. Infatti sono presenti anche alcuni frammenti di denti, fra i quali è riconoscibile un terzo molare inferiore sinistro. I denti sono piuttosto usurati.

Sono quindi stato portato al sito di ritrovamento, localmente noto come “Campo della Spina”, posto a pochi chilometri a sud-ovest del paese.

Al centro di una strada sterrata scavata in tufi grigio-giallastri, spesso pedogenizzati, ricchi di fenoclasti pirossenici, pomici, frammenti litici di varia natura, affioravano altri frammenti dello scheletro dell’elefante. I tufi sono stratificati con livelli sub-orizzontali che immergono leggermente verso sud. I reperti in posto affiorano in modo ancora troppo limitato, perciò al momento è impossibile riuscire a determinarli anatomicamente.

Elephas antiquus è un elefante di notevole taglia. Poteva tranquillamente raggiungere i 4 metri al garrese e un peso di 10-12 tonnellate. Si tratta di un elefante di provenienza africana, noto in Europa da 800 ka a 70 ka.

È caratteristico degli ambienti steppici e degli intervalli interglaciali e interstadiali del Quaternario, sebbene siano segnalati esemplari anche in fasi relativamente più fredde. I tufi da cui provengono i reperti sembrano occupare una posizione piuttosto bassa nella serie locale. Quindi l’esemplare è probabilmente riferibile alla prima metà del Pleistocene medio.

Paul Mazza


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