– “L’inchiesta sulla morte dell’urologo barcellonese Attilio Manca è stata gestita in modo vergognoso: troppe lacune investigative e troppa superficialità da parte della Squadra Mobile e della Procura di Viterbo”.
Lo ha detto Sonia Alfano, presidente della Commissione antimafia europea e dell’Associazione nazionale familiari vittime di mafia, commentando l’archiviazione dell’inchiesta avviata per chiarire le dinamiche che hanno portato alla morte di Attilio Manca, trovato senza vita nella sua abitazione di Viterbo nel febbraio del 2004.
“C’è una famiglia che ha lottato per avere verità e giustizia – dichiara Alfano dal suo sito – e c’è tutta una comunità di persone oneste che ha aspettato vanamente un cambio di rotta. Attilio Manca non era un tossicodipendente e non avrebbe avuto motivi per togliersi la vita: aveva davanti a sé una brillante carriera medica. L’unica certezza che abbiamo è che in questa vicenda hanno fatto da padrone l’omertà e le complicità.
I punti oscuri e gli interrogativi rimasti senza risposte sono troppi – continua la presidente -. Per questo l’archiviazione del caso appare come l’ultimo atto di una ridicola farsa. Sono certa che interverrà la Procura Nazionale Antimafia, nell’interesse esclusivo della verità e della giustizia. Io, come sempre, sono al fianco della famiglia Manca.
La memoria di Attilio appartiene a tutte le persone oneste – conclude Alfano -, pertanto è un dovere della società civile tutta non arrendersi e continuare a chiedere che sia fatta luce, una volta e per tutte, su questo terribile delitto”.

