Riceviamo e pubblichiamo – Ci ha fatto piacere essere citati, nell’intervista rilasciata dall’assessore Barelli, come un evento di valore. Quello che volevamo era la considerazione che il Tuscia in Jazz, dopo 12 anni di attività su un territorio, ritengo si sia giustamente conquistato.
Noi dello staff, da sempre, lavoriamo con passione dodici mesi all’anno per realizzare un evento che oggi gode della stima nazionale ed internazionale del settore musicale ed artistico. A noi del Tuscia in Jazz non hanno mai regalato niente e non abbiamo mai avuto grandi contributi pubblici.
Abbiamo costruito l’evento e la nostra professionalità giorno dopo giorno e sulle nostre spalle. Abbiamo pagato e salatamente i nostri errori d’inesperienza e valutazione. Malgrado ciò, siamo riusciti a creare un evento di prim’ordine e acquisire una professionalità che oggi, con un format vincente, esportiamo in altri luoghi.
In questi giorni si parla di Caffeina esportata a Pienza (2.190 abitanti), l’anno passato si parlava di Tuscia Opera Festival che esportava l’evento a Aliso Viejo (48.500 abitanti) e ci si dimentica che in questi anni lo staff del Tuscia in Jazz è stato chiamato a dirigere il più antico festival jazz d’Italia quello di La Spezia (136.000 abitanti) e per tre anni è stata invitata a rappresentare l’Italia del jazz a New York (8 milioni di abitanti) dal Jazz at Lincoln Center e Istituto di Cultura Italiana durante il Columbus Day.
Il Tuscia in Jazz non è solo un evento musicale, ma un vero e proprio laboratorio. Da noi si fa produzione (cd, concerti e molto altro), si fa formazione (master class, clinics) e si fa promozione di giovani musicisti (European Jazz Award).
Ogni anno oltre 300 giovani provenienti da 21 nazioni del mondo si ritrovano nella nostra terra per studiare e formarsi professionalmente. Giovani che pernottando per periodi settimanali fanno anche incremento turistico e da volano economico a molte zone del territorio. Leggevo giorni fa, con piacere, i numeri di Caffeina tra questi si metteva in risalto che a Viterbo durante il periodo del festival (10 giorni se non erro) erano state occupate ben 200 stanze.
Il Tuscia in Jazz a Bagnoregio nei 10 giorni del festival e seminari ne ha occupate 250 al giorno ed altrettanto ha fatto per 5 giorni a Ronciglione ad aprile. Tutti abbiamo numeri da esibire e tutti meritiamo rispetto. Con questo non vogliamo né sminuire Caffeina né aprire una polemica.
Abbiamo una grande stima per l’evento e amicizia con Andrea Baffo uno dei fondatori. Un’amicizia e collaborazione ancora più lunga ci lega a Mauro Morucci del Tuscia Film Festival e a Patrizia Natali del consorzio Teatro Tuscia.
Con loro e la Provincia anzi stiamo portando avanti un nuovo progetto chiamato Festival di Tuscia che nasce con lo scopo di unire tutti gli eventi in un progetto di promozione dei grandi festival che il nostro territorio può vantare (Caffeina, Tuscia Opera, Tuscia Film Fest, Tuscia in Jazz, Teatro di Ferento, ecc. ecc.). Eccellenze che in pochi altri posti d’Italia si riescono a trovare cosi concentrate. Tutti noi sappiamo come funziona con i comuni.
A volte riceviamo un contributo e a volte vendiamo uno spettacolo. E spesso, quasi sempre, lavoriamo con i comuni sulla fiducia. Specialmente in questo 2013 dove i comuni vivono nell’incertezza Imu e con bilanci preventivi che non si possono redigere, noi operatori culturali lavoriamo nell’incertezza totale, quando poi ci viene confermato un aiuto economico (aiuto perché copre di solito un 20/30% delle spese totali) dobbiamo aspettare mesi se non anni per essere liquidati.
Ora, visto l’investimento fatto nel passato nella città di Viterbo e specialmente a Bagnaia, l’affetto che la gente ci ha dimostrato in questi giorni, noi del Tuscia in Jazz abbiamo rivalutato la nostra posizione, fiduciosi che il livello delle nostre proposte musicali troverà il giusto riconoscimento da parte dell’attuale amministrazione comunale di Viterbo. Siamo pronti a correre questo rischio e fare la nostra parte: realizzeremo i concerti di Bagnaia dal 5 all’ 8 settembre e saranno tutti gratuiti.
Ci saranno Javier Girotto, Luciano Biondini, Enzo Pietropaoli, Jesse Davis, Paolo Recchia, Andrea Viterbini, Leonardo Corradi e Dario Panza. Faremo noi ed i nostri sponsor Meta Energia e Grappa Zanin la nostra parte come previsto dall’inizio.
Alla Provincia di Viterbo diciamo grazie per l’offerta di aiuto, che ci ha fatto veramente piacere, ma la rifiutiamo poiché i concerti rientravano nel progetto di Festival di Tuscia e come tale dunque già aiutati dall’ente provinciale che, siamo sicuri, invece farà la sua parte per la promozione dei concerti.
Come ricordavano il presidente Meroi e l’assessore Fraticelli, il Tuscia in Jazz non ha mai chiesto la luna e non lo farà nemmeno in quest’occasione. Adesso la parola passa al comune di Viterbo ed al suo assessorato, noi intanto diamo appuntamento agli amanti della buona musica il 5 settembre alle 21.30 in Piazza del Castello a Bagnaia per il primo dei concerti della rassegna.
Lo staff del Tuscia in jazz
