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– Un bottino da 700 euro con le mancette di un bambino.
Aveva messo da parte una bella somma la badante a giudizio per furto davanti al tribunale di Viterbo.
La donna, di circa trent’anni, irreperibile da tre, è accusata di aver rubato i risparmi di un bimbo di undici anni, nipote dei suoi datori di lavoro.
Succedeva nel 2010, a Caprarola. Degli anomali ammanchi di denaro, si accorge la madre del bimbo.
“I soldi erano nella cameretta – ha raccontato la signora in aula -. Li avevo messi in una scatola di metallo riposta in un cassetto. Deve averla cercata perché era nascosta bene, tra oggetti e vestiti”.
Tutto sembrava in ordine. A parte il fatto che, ogni tanto, dal tesoretto di contanti e regali della Cresima, spariva qualche banconota da 50 euro. Prelievi come al bancomat. Finché la signora non si insospettisce.
“Non poteva essere stato mio suocero, che ha ottant’anni e passa tutto il giorno a letto, né tantomeno mia figlia di due anni. C’erano solo loro e la nostra badante in casa”. Quando la signora la affronta a viso aperto, col marito, lei non dice una parola. Fa i bagagli e se ne va. La denuncia, raccolta dal maresciallo di Caprarola Giancarlo Pelliccia, è contro ignoti, ma a giudizio viene rinviata la badante.
Ieri la testimonianza della signora e del maresciallo. A dicembre la sentenza.
